Il complotto anti-russo di Obama è destinato a fallire

Quello che in superficie potrebbe sembrare un tentativo di sfidare la legittimità dell’elezione a Presidente di Donald Trump, asserendo che la sua vittoria sia stata determinata dall’intervento russo, è in realtà un’operazione disperata per tenere il Presidente Obama fuori dal carcere, proseguendo la sua politica di guerra contro Russia e Cina.

Questo è il giudizio di Lyndon LaRouche sull’escalation di attacchi isterici di Obama, del direttore della CIA John Brennan e personalità politiche di entrambi i partiti, nonché dei principali media americani, che attribuiscono la sconfitta di Hillary Clinton agli “attacchi degli hacker” da parte dei servizi russi e del Presidente Putin. “L’intera faccenda è una sciocca messa in scena”, ha dichiarato LaRouche, “e proviene da un Obama politicamente finito”. Coloro che promuovono questa frode congiurano insieme a Obama e alla sua follia omicida, nella speranza di sfuggire alla giustizia”.

LaRouche si riferiva agli omicidi che Obama ordina personalmente con gli attacchi dei droni e le sue guerre illegali per imporre “cambiamenti di regime”, ma anche all’aumento del tasso di mortalità causato dalla sua politica economica, nella forma di un aumento dei suicidi e delle morti causate da droghe e alcool, e anche al collasso deliberato del sistema sanitario, con la riforma di Obama, ironicamente definita Affordable Care Act, mentre in realtà le cure non vengono fornite, e non sono per niente a prezzi accessibili!

Non ci sono prove a sostegno delle accuse rivolte a Putin, ha aggiunto LaRouche, solo le solite “fonti anonime”, sostenute dalla inesistente credibilità dell’amministrazione e dei servizi di intelligence. Per esempio, alla fine della scorsa settimana, Brennan ha dichiarato che “c’è un crescente consenso (tra i capi dell’intelligence) sulla portata, la natura e l’intento delle interferenze russe nelle nostre elezioni presidenziali”. È’ intervenuta anche Hillary Clinton, dichiarando che gli attacchi degli hacker sarebbero stati diretti “contro la nostra democrazia, a quanto pare perché egli (Putin) ce l’ha con me personalmente”. Nella sua ultima conferenza alla stampa del 2016 Obama ha proclamato che crede che le presunte “interferenze” nelle elezioni “siano state fatte dai più alti livelli del Cremlino” e ha minacciato rappresaglie!

LaRouche ha concluso che la ditta criminale Obama SpA è destinata a finire male, perché il sistema transatlantico in bancarotta che questa gente spera di salvare in realtà si sta disintegrando, mentre Putin, una “personalità indipendente”, sta riuscendo a organizzare un Nuovo Paradigma.

Per parte sua, Trump si è tenuto al di fuori della rissa, ‘cinguettando’ su Twitter.com: “Se la Russia o qualche altra entità stava conducendo attacchi con hacker, come mai la Casa Bianca ha aspettato così tanto ad agire? Come mai si sono lamentati solo dopo che Hillary aveva perso?”

La più solida confutazione delle accuse della CIA proviene dagli ex professionisti di intelligence, raccolti nell’associazione Veteran Intelligence Professionals for Sanity (VIPS), che ha pubblicato un promemoria il 13 dicembre. Per questi esperti, tutti con grande esperienza in attacchi di cyber-intelligence e questioni di sicurezza, è “un gioco da ragazzi” sfatare le accuse della CIA. Ecco la differenza tra fuga di notizie e hackeraggio:

“Fuga di notizie: quando qualcuno si appropria fisicamente dei dati di un’organizzazione e li dà a un’altra persona o organizzazione, come fecero Edward Snowden e Chelsea Manning”.

“Hackeraggio: quando qualcuno in una località elettronicamente lontana penetra sistemi operativi, firewall, o altri sistemi di ciber-protezione ed estrae dei dati”.

“Tutte le indicazioni puntano a una fuga di notizie, non un hackeraggio. Se ci fosse stato hackeraggio, la National Security Agency lo saprebbe, e lo saprebbero sia il mittente sia il destinatario”. La “estesa rete di raccolta di dati della NSA” è tale da poter raccogliere tutti i dati dai server del DNC (la direzione del Partito Democratico americano) o di Hillary Clinton. Gli autori poi dànno spiegazioni tecniche sul perché tracce sui trasferimenti dei dati siano disponibili a livello internazionale”.

I VIPS aggiungono che le dichiarazioni dei varii portavoce anonimi di enti di intelligence sono “equivoche”, in quanto dicono cose come “la nostra migliore ipotesi” o “la nostra opinione” e via dicendo, il che dimostra che non sono in grado di rintracciare la fonte delle e-mail in rete, altrimenti fornirebbero prove “senza alcun pericolo per le fonti e i metodi. Siamo quindi giunti alla conclusione che le e-mail siano state fatte trapelare da qualcuno all’interno”.

Il memorandum è firmato dai membri del direttivo dei VIPS William Binney, Mike Gravel, Larry Johnson, Ray McGovern, Elizabeth Murray, e Kirk Wiebe.

Uno di loro, Mike Gravel, ex senatore dell’Alaska (a destra nella foto durante una conferenza stampa con Helga Zepp-LaRouche), ha concesso un’intervista al LaRouchePAC il 15 dicembre, nella quale spiega meglio la questione, respingendo le accuse come “ridicole” e “fantasiose”. Quanto alle rappresaglie contro la Russia minacciate da Obama, Gravel fa notare che il governo americano senza dubbio “compie molte più attività di chiunque altro nel ciber-mondo”. La Russia potrebbe essere seconda a distanza, “ma nessuno può starci alla pari in termini di ciò che possiamo fare”.