Elizabeth Warren chiede nuovamente il ripristino della Glass-Steagall

Intervistata il 31 marzo da American Prospect, la senatrice Elizabeth Warren ha ribadito l’urgenza del ripristino della separazione bancaria sancita dal Glass-Stegall Act del 1933; per la prima volta l’intervista mette in risalto il legame tra la necessità della legge e la carenza di credito produttivo nel processo economico nazionale.

Robert Kuttner le ha chiesto un commento sulla pratica delle banche di Wall Street di usare i prestiti e le riserve del Quantitative Easing della Federal Reserve per speculare sui titoli del Tesoro americano, evitando di fornire credito all’economia reale. La Warren ha risposto che le PMI continuano a non ricevere il credito necessario a produrre, poiché a farla sempre più da padrone sui mercati del credito sono le banche di Wall Street aggiungendo che Wall Street presta alle grandi società (le quali usano tali risorse per giocare in borsa) e ai consumatori, ma non alla grande maggioranza della imprese di taglia inferiore.

“A lungo termine, questa traslazione nei prestiti avrà effetti devastanti sulla nostra economia”, ha affermato. “Questo è esattamente il motivo per cui urge un nuovo Glass-Steagall Act per separare le megabanche” che nel frattempo, dall’alto dei mercati speculativi, trangugiano le banche locali, quelle che concederebbero prestiti alle imprese. La Warren ha aggiunto che il disegno di legge per la separazione bancaria proposto da lei insieme ai senatori McCain, Cantwell e King mira a chiudere il varco che i “regolatori” [cioè, in particolare, Alan Greenspan] aprirono nel Glass-Steagall Act prima della sua abrogazione del 1999, e vieta i derivati che non venivano impediti specificamente dalla legge originale (in quanto nel 1933 non esistevano ancora, NdR).

Si dice inoltre contraria alla tesi secondo cui oggi ci sarebbe un rischio di crac inferiore rispetto alla vigilia della crisi del 2007, facendo notare in particolare che “se una banca fallisce, molte altre la seguiranno verso il baratro”. La legge Dodd-Frank non avrebbe dovuto permettere alle banche gigantesche di rimanere tali, ha proseguito la Warren, e così facendo ha consentito loro di mantenere il potere politico di sottrarsi anche ai regolamenti previsti sui derivati.

L’articolo di American Prospect che accompagna l’intervista è pieno di riflessioni ipotetiche sull’influsso che eserciterà la senatrice nel portare Hillary Clinton più a sinistra e sulla possibilità che la Clinton, ritenuta dalla rivista la futura candidata presidenziale per il partito democratico, elegga una commissione economica popolata da banchieri di Wall Street, come fece Obama.