Conferenza dello Schiller Institute il 18-19 giugno: non può esserci pace senza una riorganizzazione fallimentare del sistema finanziario morente

Nell’anno 2022, centenario della nascita di Lyndon LaRouche, è giunto il momento di riconoscere finalmente l’accuratezza del suo avvertimento di decenni fa: continuare ad attenersi alla politica di speculazione finanziaria e di saccheggio della City di Londra e del sistema liberista e di tassi di cambio fluttuanti di Wall Street, sancita dopo l’agosto 1971, porterà necessariamente alla guerra – e molto probabilmente alla guerra termonucleare – unita al drastico collasso dell’economia fisica mondiale e al conseguente spopolamento; alla morte di milioni e persino miliardi di esseri umani a causa di carestie e pandemie.

Ma è anche giunto il momento di ricorrere alle soluzioni proposte da Lyndon LaRouche, attuando una riorganizzazione fallimentare di questo sistema finanziario morente e sostituendolo con una nuova architettura internazionale di sicurezza e sviluppo che si ispiri alla Pace di Westfalia del 1648.

Quanto al pericolo di una guerra nucleare, i portavoce del fallimentare sistema transatlantico sono stati espliciti nel dichiarare la loro intenzione di spingere la Russia sull’orlo del baratro, nella speranza di indurla a fare marcia indietro e a sottomettersi all’impero unipolare. Malcolm Chalmers, vicedirettore generale del Royal United Services Institute (RUSI), il principale think tank di pianificazione politica dell’Impero britannico fin dalla sua fondazione nel 1831, ha dichiarato apertamente che i britannici stanno per “far bollire la rana russa” e sono intenzionati a provocare una crisi missilistica in Crimea per costringere la Russia a capitolare strategicamente.

Per quanto riguarda il collasso dell’economia fisica, la Federal Reserve Bank ha prodotto una tale quantità di Quantitative Easing da provocare un’iperinflazione galoppante, che ora si sta diffondendo da 1,9 quadrilioni di dollari in derivati impagabili ed altre attività finanziarie al settore produttivo ed a quello dei beni di consumo. Il risultato è una drastica e crescente carenza di cibo, energia e altri beni essenziali per la sopravvivenza umana.
Quest’anno, circa 2 miliardi dei quasi 8 miliardi di persone sul pianeta si trovano ad affrontare un’insicurezza alimentare che, se non sarà urgentemente contrastata, si trasformerà rapidamente in fame e poi in inedia per un quarto dell’umanità. Anche se le sanzioni imposte alla Russia e l’impatto della guerra in Ucraina hanno aggravato la crisi, soprattutto per quanto riguarda l’approvvigionamento alimentare ed energetico, l’idea che la crisi economica sia stata causata dalla guerra ignora semplicemente la realtà. La fine della guerra non porrà fine al collasso sistemico dell’intero sistema finanziario occidentale.

Non c’è dubbio che stia nascendo una rivolta mondiale contro queste condizioni economiche e il relativo pericolo di guerra. La maggior parte delle nazioni dell’Africa, dell’Ibero-America e dell’Asia si sono rifiutate di aderire alla politica suicida delle sanzioni contro la Russia, e persino l’Unione Europea è in crisi, incapace di raggiungere un consenso sulla questione.

Un’altra forte indicazione della crescente preoccupazione per i pericoli che incombono sull’umanità è l’intervista concessa allo Schiller Institute il 26 aprile 2022 dal Col. Richard Black che mette in guardia dal pericolo di una guerra nucleare, intervista che ha avuto oltre 630.000 visualizzazioni al 31 maggio.

Questo fermento è una condizione necessaria, ma non sufficiente, per realizzare il necessario nuovo Rinascimento globale. Come ha affermato Helga Zepp-LaRouche durante la conferenza dello Schiller Institute del 26 maggio:

“Anche se sei arrivasse ad una soluzione negoziata per l’Ucraina, che ritengo assolutamente necessaria, anche se questa dovesse avere successo, non saremmo fuori dai guai. Siamo ancora in un’esplosione iperinflazionistica del sistema finanziario, che è la vera causa del pericolo di guerra, perché motiva chi lo controlla. Costoro pur di non riformare e riconoscere che il sistema neoliberista è finito, preferiscono andare in guerra.

“Pertanto, finché non si affronta la ragione di fondo, che è il collasso del sistema finanziario, non credo che ci sarà una soluzione. Ritengo che la nostra proposta di una nuova architettura di sicurezza e sviluppo sia l’unica via di uscita. E questo porta, naturalmente, alla grande domanda: C’è qualche speranza di far cambiare rotta agli Stati Uniti?”.

Partecipa alla conferenza internazionale dello Schiller Institute del 18 e 19 giugno per far sì che a questa domanda venga data una risposta affermativa e per costruire un movimento internazionale che rilanci le proposte di Lyndon LaRouche per uscire dalla crisi globale.

Registrati alla conferenza al seguente link:
https://schillerinstitute.nationbuilder.com/conference20220618_19?recruiter_id=10065