Brasile: studenti e lavoratori si mobilitano a sostegno di Lula
Un dottorando attivo nel movimento giovanile dello Schiller Institute riferisce che la partecipazione al voto degli studenti universitari era stata molto scarsa, poiché molti esponenti della sinistra, compreso il Partito dei Lavoratori (PT), ritenevano che Lula avrebbe vinto al primo turno. Rendendosi conto che “ci vorrà un miracolo per eleggere Lula presidente”, studenti, professori e persino i lavoratori hanno lanciato una mobilitazione rivolta in particolare ai circa 33 milioni di elettori che si sono astenuti il 4 ottobre.
Domenica 11 ottobre, si è tenuta una grande manifestazione sull’iconica Avenida Paulista di San Paolo, con una folla così numerosa che si è dovuta chiudere la stazione della metropolitana più vicina. La manifestazione è stata indetta dalle principali associazioni studentesche della regione e ha visto la partecipazione a sorpresa dello stesso Lula. I media hanno sottolineato che la folla era composta in gran parte da giovani, a differenza delle manifestazioni di chiusura della campagna elettorale di Lula per il primo turno.
Flavio Bolsonaro ha promesso di effettuare tagli drastici al bilancio, compresi quelli destinati all’istruzione e alla scienza, e di aderire al programma di Washington “Scudo delle Americhe”, che consentirebbe sostanzialmente alle forze armate statunitensi di intervenire in tutta l’America Latina con il pretesto di “reprimere le bande criminali”.
Concederebbe inoltre a Washington il controllo delle riserve brasiliane di terre rare e altri minerali strategici – le seconde più grandi al mondo, dopo quelle cinesi – e farebbe uscire il Brasile dal BRICS.
Pertanto, rivolgendosi alla folla, Lula ha criticato aspramente i tagli alla spesa proposti da Bolsonaro, che colpiranno principalmente le classi meno abbienti e i pensionati, sottolineando che sarebbero probabilmente brutali quanto quelli attuati dal presidente argentino Javier Milei. Lula ha inoltre promosso la creazione di un Ministero della Sicurezza Pubblica per potenziare le capacità di lotta alla criminalità nel Paese, senza cedere la sovranità a Washington, come invece chiede l’amministrazione Trump.
Anche se l’enorme mobilitazione popolare potrebbe non convincere un numero sufficiente di elettori per regalare a Lula da Silva la vittoria il 25 ottobre, renderà certamente più difficile per Bolsonaro, se eletto, portare avanti il suo programma.