26 marzo: manifestazioni in tutto il mondo contro la guerra genocida nello Yemen

Domenica 26 marzo si terranno manifestazioni internazionali simultanee per protestare contro i 2 anni di guerra nello Yemen nelle seguenti città: Londra, Bonn, Ginevra, Roma, Parigi, New York, Ottawa, Vancouver e anche in alcune città in Algeria, Libano e Russia, per esprimere solidarietà ad un milione di manifestanti che scenderanno in piazza a Sana’a alla stessa ora. Verranno trasmessi video della manifestazione di Sana’a.

L’iniziativa internazionale è stata presa dal London Yemeni Activist group e dalla National Association for the Lifting of the Blockade from Yemen, gli stessi che hanno indetto la conferenza internazionale sullo Yemen a Londra il 20 agosto 2016, coincisa con l’imponente manifestazione di 2 milioni di persone a Sana’a.

Il coordinatore internazionale è Ahmed Al-ashaf. A Roma l’appuntamento è in piazza San Pietro alle 11 con Rete No War.

Pubblichiamo il volantino che verrà distribuito in Svezia, confidando che venga utilizzato anche in Italia:

Dopo 700 giorni di bombardamenti si contano oltre 12.000 vittime civili. Il numero di vittime è anche superiore se si considerano anche le vittime della distruzione delle infrastrutture e dei servizi sanitari e delle cartestie. L’embargo illegale contro lo Yemen ha provocato la peggiore carestia attuale. Ogni dieci minuti muore un bambino di malnutrizione a causa della guerra voluta dai sauditi. Nel gennaio 2017 l’Unicef ha stimato che nel 2016 la malnutrizione abbia già provocato 63.000 vittime tra i bambini nello Yemen. 14 milioni di yemeniti hanno bisogno di derrate alimentari di emergenza per sopravvivere.

La guerra di aggressione dello Yemen, iniziata senza provocazioni, viene sostenuta dall’Occidente. Gli Stati Uniti bombardano con droni e, insieme al Regno Unito, collaborano ai bombardamenti sauditi e forniscono le bombe necessarie, tra le quali anche le bombe a grappolo illegali. La Svezia rifornisce di armi gli aggressori. La risoluzione 2216 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU (14 aprile 2015) prevedeva un blocco del traffico di armi, ma la sua adozione comporta anche il blocco dell’importazione di altri beni: cibo, medicine e carburanti. La risoluzione è stata usata per affamare il popolo yemenita. Questa guerra è illecita e mira sistematicamente a colpire obiettivi civili:

* infrastrutture civili, case e alloggi, ospedali, scuole, mercati, cimiteri e altre sedi funerarie

* distribuzione di cibo, importazione di cibo, magazzini di cibo, fattorie e altri luoghi di produzione di cibo, dighe

* siti archeologici riguardanti antiche culture di rilievo mondiale

Gli aggressori cooperano con Al Qaeda e con l’ISIS per rovesciare l’Alleanza Nazionale al governo dello Yemen, che vorrebbe liberarlo da decenni di dominio esercitato dall’Arabia Saudita per conto dell’Impero anglo-americano. Dal 2016 l’Alleanza Nazionale ha formato un nuovo governo di larghe intese, sostenuto da una maggioranza sia del Parlamento sia del popolo. Gli aggressori vogliono un cambiamento di regime, proprio come è accaduto nelle guerre all’Iraq, alla Libia e alla Siria.

Oggi alle 14:00 (13:00 GMT) probabilmente un milione di persone resisterà alle minacce di bombardamento e dimostreranno nella capitale yemenita Sana’a contro la guerra. A Stoccolma e in altre nove città dell’Europa e dell’America Settentrionale avranno luogo altrettante dimostrazioni di solidarietà, dai titoli:

* Fermiamo la guerra di aggressione contro lo Yemen!

* Fermiamo la riduzione alla fame dello Yemen! – Leviamo ORA il blocco!

* Chi sostiene l’Arabia Saudita sostiene Al Qaeda e ISIS!

* Riconosciamo il nuovo governo dello Yemen!

* Ricostruiamo lo Yemen!

L’associazione Yemen Solidarity

Presidente Roland Hedayat, Vicepresidente Walid Almufti

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Per ulteriori informazioni in inglese e immagini della terribile e nascosta devastazione di uomini ed edifici che dura da 18 mesi: yemenwar