L’Impero Britannico blocca i fondi per il governo legittimo della Libia

Londra sta bloccando miliardi di fondi del fondo sovrano libico, impedendo al governo legittimo di Tobruk di disporne e quindi contribuendo a prolungare una situazione di stallo nel conflitto tra Tobruk e il governo separatista di Tripoli, controllato dai Fratelli Musulmani. La Libyan Investment Authority, con vari asset per 67 miliardi di dollari, è conteso tra le due fazioni presso l’alta Corte di Londra. Il 7 marzo, la Corte ha deciso di rinviare la decisione sulla base di una lettera del Foreign Office nella quale si afferma che il governo di Sua Maestà non riconosce alcuni dei due governi come quello legittimo. La decisione è sconcertante, perché il governo di Tobruk è riconosciuto dall’ONU.

Il secondo aspetto sconcertante è che il giudice chiamato a prendere una decisione è nientedimeno che William Blair, fratello del più noto Tony, l’ex Premier che nella disputa è parte in causa. Fu proprio Blair, infatti, l’autore della politica che portò alla creazione della LIA come strumento di controllo britannico sulle finanze libiche e ne fece parte del consiglio di amministrazione finché era a Downing Street, assieme ad altri illustri soggetti dell’Impero come Lord Jacob Rothschild e Sir Howard Davies, capo della London School of Economics.

La LIA fu creata come parte degli accordi economici e politici siglati tra il Regno Unito e la Libia sul volgere del secolo scorso, quando, in cambio dello sdoganamento internazionale della Libia e della fine delle sanzioni, furono avviate delle precise forme di “cooperazione” economica con Londra. Tra queste, il British-Libyan Business Council e la LIA. Ad esempio, nel 2007, quando si celebrò il ritorno in Libia della multinazionale del petrolio BP, fu la LIA a costituirne il partner nel consorzio per l’estrazione. La City ha fortemente influenzato le decisioni di investimento strategico della LIA, come un fondo comune con il Qatar o un contratto di derivati con Goldman Sachs in cui la LIA perse il 98% degli investimenti.

Dopo aver messo una mano sulle leve del potere economico libico, i britannici scatenarono assieme alla Francia la guerra del 2011 che portò all’assassinio di Gheddafi e alla distruzione dello stato.

La disputa legale di Londra è stata ignorata da quasi tutti i media internazionali, nonostante il Financial Times ne abbia parlato e abbia persino spiegato cinicamente che “la Corte usa certi criteri per decidere se un’amministrazione esiste come governo di uno stato – compreso l’esame dei suoi affari con il governo britannico”. Nemmeno una parola sul gigantesco conflitto d’interessi con la famiglia Blair.

La decisione di non riconoscere l’autorità di Tobruk sulla LIA, avallata dal Foreign Office, dimostra che l’attuale spiegamento di forze speciali britanniche ufficialmente a sostegno della guerra ingaggiata da Tobruk contro le milizie jihadiste è una frode.