Il Presidente dell’Ecuador teme a ragione un nuovo “Piano Condor” ai danni dell’America Meridionale

Rafael Correa, Presidente dell’Ecuador, ha detto giusto quando, venerdì 18 marzo, ha definito le operazioni di “cambiamento di regime” in corso contro i governi “progressisti” dell’America Meridionale un nuovo “Piano Condor”, questa volta messo in pratica da “giudici sottomessi” e stampa e media corrotti.

Correa ha puntato l’indice contro le operazioni di “cambiamento di regime”, altrimenti note come “rivoluzioni colorate”, che sono in via di esecuzione contro i governi del Sudamerica alleati con i BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) per plasmare un nuovo ordine mondiale fondato sullo sviluppo economico. Negli anni Settanta del secolo scorso l'”Operazione Condor” di George Shultz e Henry Kissinger impiegò, come ha fatto Obama nel 2014 sostenendo il golpe auspicato da Victoria Nuland per l’Ucraina, reti naziste sopravvissute alla vittoria alleata contro Hitler, sopravvissute grazie alla protezione della britannica MI-6 e della CIA costituita e controllata dai fratelli Dulles, per istituire delle dittature militari capaci di imporre politiche economiche alla Hjalmar Schacht (cioè naziste) in tutto l’America Latina, a partire dalla dittatura sanguinosa di Pinochet in Cile.

“Non hanno più bisogno di dittature militari; a loro bastano giudici sottomessi, media corrotti e giustizialismo in politica,”

ha affermato Correa il 18 marzo davanti alla stampa. Un analista politico argentina, Atilio Boron, ha aggiunto:


“questo nuovo Piano Condor non cerca di far sparire persone, ma la verità”.

Parlando dell’operazione “assai grave” contro Dilma Rousseff e Lula da Silva, rispettivamente Presidente ed ex Presidente del Brasile, e di quanto si sta facendo contro l’ex Presidente argentina Cristina Fernández de Kirchner, contro i governi attuali della Bolivia, del Venezuela e il proprio, Correa ha accusato i responsabili di perseguire

“non soltanto il ritorno del neoliberismo, non soltanto l’oppressione di esseri umani…. ma perseguono un vendicativa rivincita contro i leader progressisti che osarono sfidare il potere di quelle élite e del potere egemonico di quelle nazioni che ci hanno sempre oppressi”.

La Presidente brasiliana Dilma Rousseff ha parlato in modo simile martedì scorso, durante un incontro di tre ore presso gli uffici presidenziali con centinaia di avvocati e giudici costituendi il gruppo dei “Giuristi per la Legalità e in Difesa della Democrazia” oppostosi alle violazioni costituzionali attuate dai giudici in stile “Mani Pulite” che sono all’assalto dell’unità nazionale. L’impeachment della Rousseff è, per la Presidente stessa, “proposto come se il Brasile fosse un sistema parlamentare, nel quale un sospetto politico a riguardo di un presidente è una condizioni sufficiente per farlo cadere; ma noi siamo un sistema presidenziale, nel quale un presidente può essere rimosso soltanto per crimini commessi e debitamente provati. Condannare qualcuno per un crimine non commesso è ingiustizia brutale… sono sempre stata vittima di questo in passato, durante la dittatura, e combatterò per non essere più vittima, in piena democrazia. Ciò che è in corso, è un colpo di stato contro la democrazia. Non mi dimetterà affatto. Coloro che me lo chiedono… stanno cercando di nascondere precisamente questo golpe contro la democrazia”.

Per approfondire

Condor_Bush

EN> I nazisti, l’Operazione Condor e il piano di privatizzazioni di Bush (EIR, 25 marzo 2005)