Il Parlamento potrebbe presto discutere la separazione bancaria

Movisol ha appreso che nelle prossime settimane, le varie proposte per la separazione tra banche ordinarie (commerciali) e banche d’affari potrebbero essere vagliate alla Commissione Finanze della Camera. La decisione è stata sollecitata da Giorgia Meloni, sfruttando il diritto dei piccoli gruppi di calendarizzare almeno una discussione su un progetto di legge.

Il testo del ddl già presentato da Fratelli d’Italia è forse il più breve tra i dodici in totale presentati da tutti i gruppi alla Camera. Dieci sono a favore della netta separazione, mentre due ripropongono la versione “ciofega” patrocinata dall’UE e dalla legge Dodd-Frank negli USA.

Il tema della separazione bancaria è stato anche sollevato a un convegno pubblico tenutosi il 31 gennaio a Milano, intitolato “Oltre l’Euro – per tornare grandi”. Sul podio, Matteo Salvini, Claudio Borghi, Alberto Bagnai e Marco Zanni. In seguito, è stato invitato a salire sul podio anche Marcello Foa.

Benché la manifestazione fosse chiaramente concepita per profilare Salvini nella sua corsa alla leadership dell’opposizione, Bagnai, Zanni e Foa hanno assunto il ruolo di leadership intellettuale.

Tra le altre cose, Zanni (nella foto) ha sottolineato che l’uscita dall’Euro non è che il primo passo per risolvere i problemi dell’Italia, e che essa deve essere seguita da altri passi: il ritorno della Banca d’Italia sotto l’egida del Tesoro, la separazione bancaria e un grande piano d’investimenti nell’industria, nella ricerca e soprattutto nella sistemazione del territorio, tema di drammatica attualità nel contesto del sisma infinito e degli altri eventi naturali che trovano il nostro Paese impreparato. È ridicolo, ha osservato Zanni, che l’Italia abbia dovuto spendere oltre sessanta miliardi nei vari fondi “salvastato” ma non può spendere un centesimo per salvare la vita dei propri cittadini.