Vengono spostati migliaia di miliardi verso la dittatura verde

Il 25 febbraio il Comitato per la Finanza Sostenibile del governo tedesco (SFB) ha pubblicato un nuovo rapporto con trentuno raccomandazioni al governo federale su come finanziare una “grande trasformazione” accelerata dell’economia con un sistema finanziario sostenibile. Il rapporto di 132 pagine è in tedesco, ma il titolo è in inglese: Shifting the Trillions (disponibile su https://sustainable-finance-beirat.de/wp-content/uploads/2021/02/210224_SFB_-Abschlussbericht-2021.pdf).
L’SFB sottolinea il ruolo primordiale e indispensabile dello Stato nel raggiungimento degli obiettivi fissati nell’accordo di Parigi sul clima. Raccomanda di fissare una quota per la percentuale dei bilanci federali e statali che vengono investiti in progetti verdi, suggerendo che essa non sia inferiore al 40% (!), tanto per cominciare.
Finora, solo il 5,4% del mercato dei capitali tedesco opera nella categoria della sostenibilità, secondo gli autori, che chiedono un aumento sostanziale. Per questo l’intervento dello Stato è cruciale per obbligare le imprese del settore privato a partecipare, il che riflette la crescente pressione esercitata dal settore bancario per ottenere migliaia di miliardi di dollari. Dalle banche private è stata espressa più volte in queste settimane l’opinione che le procedure democratiche, tradizionalmente lente, debbano essere sostituite da elementi di una “dittatura ecologica” per cambiare radicalmente il comportamento dei cittadini e delle industrie.
Quanto alle esportazioni, l’SFB chiede di rendere le garanzie statali compatibili con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul clima e del Green Deal dell’UE, così come con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Nessuna garanzia, raccomandano, dovrebbe essere concessa a progetti ritenuti non compatibili, mentre dovrebbero essere imposti dazi punitivi sulle importazioni di prodotti provenienti da aree non UE che non sono in linea con gli obiettivi di riduzione delle emissioni.
Gli autori propongono che la comunicazione delle imprese sulla loro conformità ai criteri climatici sia resa obbligatoria a partire dal 2022, e che i prestiti per investimenti e progetti siano condizionati alla piena adesione ai criteri di tassonomia dell’UE.
Il comitato per la finanza sostenibile include rappresentanti di BNP Paribas, Deutsche Bank, Triodos Bank Germany, il gruppo Allianz, così come di grandi aziende (BMW, compagnie energetiche ENBW, RWE e Goldbeck Solar) e organizzazioni come Germanwatch e WWF Germania.
Le prime proteste contro le raccomandazioni dell’SFB sono venute dal settore agricolo, anche prima che il rapporto venisse pubblicato. Il presidente di Raiffeisenverband Franz-Josef Holzenkamp (foto) ha avvertito che gli agricoltori non possono accettare altri ostacoli alla produzione. Infatti, ci sono state numerose azioni di protesta contro il Green Deal dell’UE organizzate dagli agricoltori nelle ultime settimane, tra cui cortei di trattori nelle principali città.