Ursula von der Leyen rappresenta il sistema in bancarotta che chiede lo spopolamento

Il discorso del 16 luglio di Ursula von der Leyen ha fatto accapponare la pelle perché rappresenta un rilancio dell’ambientalismo ideato dall’Impero britannico per attuare il sogno maltusiano di spopolamento globale.

La fondatrice e presidente dello Schiller Institute, Helga Zepp-LaRouche, ha lanciato l’allarme, ricordando la richiesta del 2011 del cavaliere dell’Impero Britannico Hans Joachim “John” Schellnhuber di riportare la popolazione a 1 miliardo di individui, valore ritenuto corretto (in realtà nel 2001 parlò di mezzo miliardo soltanto….)

La regia è naturalmente del sistema imperiale britannico, consapevole del proprio declino ma non rassegnato, pronto a diffondere il pessimismo, particolarmente tra i giovani (vedi il caso di Greta Thunberg). Ma il tentativo è disperato, poiché già più di centoventi nazioni hanno aderito alla Nuova Via della Seta, decise a rompere le regole dell’economia a “somma zero”.

L’Impero utilizza i propri strumenti ormai storici (Club di Roma, WWF, ecc.) per demoralizzare la popolazione e imporre lo spopolamento. Contrapposta a questo pessimismo cosmico, c’è l’ondata di ottimismo associata al cinquantenario dello sbarco sulla Luna, al rilancio del programma spaziale americano sotto il Presidente Trump ed al Nuovo Paradigma particolarmente evidente negli incontri ai margini del G20 di Osaka.

Siamo a un bivio: occorre rendere i popoli più consapevoli dell’ottimismo che stanno sperimentando: si tratta proprio della potenza associata al gesto di Prometeo, del potere della creatività sovrana individuale, condivisa dalla specie umana; possiamo progettare il futuro in accordo con alcuni imperativi, tra i quali il cosiddetto “imperativo extraterrestre”, secondo l’espressione del pioniere dell’astronautica Krafft Ehricke, e lo possiamo fare senza vincoli e restrizioni (foto di Ursula von der Leyen, fonte: il Parlamento Europeo).