Senza la separazione bancaria non si fermerà la crisi del mercato interbancario

Le iniezioni quotidiane di liquidità della Federal Reserve di New York nel mercato repo sembrano proprio seguire il copione proposto da JP Morgan Chase, che prevede il ritiro definitivo delle megabanche di Wall Street dal mercato interbancario e la Fed prenderne il posto fornendo direttamente tutta la liquidità alle non-banche (come gli hedge fund) in dosi crescenti.
Da quando, il 28 ottobre. è stato alzato il limite dei prestiti a un giorno, la richiesta di liquidità ha superato ogni giorno il vecchio limite (75 miliardi di dollari). Anche la richiesta di prestiti a due settimane ha ecceduto il vecchio limite (35 miliardi) in due su tre operazioni. Il bilancio totale della Fed è risalito a oltre i 4 mila miliardi, rendendo semi-permanente una quota di 280 miliardi di liquidità extra sul mercato. Gli esperti concordano che questo è un segnale dell’imminente collasso del sistema e la conseguenza delle mancate riforme del sistema finanziario all’indomani della crisi del 2008.
Da parte di Wall Street, la speculazione nella “bolla omnibus” aumenta incurante dei segnali. Un esempio: un nuovo rapporto parla di 660 miliardi di dollari di “prestiti a leva” delle imprese attualmente impacchettati in CLO (obbligazioni di prestiti collateralizzati) confezionati e finanziati dalle grandi banche. Appena due mesi fa, quando la Banca d’Inghilterra emise una nota di allarme, i CLO del debito a leva delle imprese non superavano i 420 miliardi.
Dal lato della Fed, lo sportello permanente di liquidità è un tentativo di tenere in vita feriti e mutilati per poi rivenderli in futuro, impedendo che un rialzo dei tassi faccia esplodere la bolla del debito societario arrivata a 15-16 mila miliardi e di fatto rifinanziandola.
Il sistema è finito e non c’è modo di salvarlo, nemmeno con la cosiddetta “finanza verde”, la nuova bolla caldeggiata dalla Banca d’Inghilterra. L’intervento urgentemente necessario è la separazione bancaria secondo le linee del Glass-Steagall Act, come vuole la “prima legge” di LaRouche. Il ripristino della Legge Glass-Steagall creerà rapidamente l’effetto di un sistema a due sportelli, tale isolare e prosciugare la speculazione, un’effetto che una “direttiva” della Fed o del Tesoro non potrà mai ottenere.
Sfortunatamente, questa proposta è stata di fatto abbandonata dai democratici “progressisti” in questa sessione parlamentare. Tra i dieci membri del Congresso che si candidano alla Presidenza, solo uno, Tulsi Gabbard, ne parla. Per quanto riguarda Donald Trump, nonostante abbia proposto il ripristino della Glass-Steagall nella campagna elettorale del 2016, non ne ha fatto un tema durante la presidenza. Ciò, assieme all’apparente incomprensione dei rischi finanziari, potrebbe risultargli fatale politicamente.