Nuova, pericolosa fase in Ucraina: dalla guerra per procura alla Terza Guerra Mondiale?

Alla vigilia dell’apertura dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la nuova fase aperta dalla NATO Globale in Ucraina rende il pericolo di scontro nucleare più reale. L’8 settembre, il Gruppo di Contatto sull’Ucraina si è riunito per il vertice mensile nella base militare statunitense di Ramstein, in Germania, personalmente presieduta dal ministro della Difesa USA Lloyd Austin e dal Capo degli stati maggiori riuniti gen. Mark Milley, che hanno annunciato armamenti più letali e a lungo raggio per Kiev. Lo stesso giorno, il segretario di Stato Anthony Blinken ha compiuto una visita a sorpresa a Kiev, accompagnato dall’immancabile Victoria Nuland (quella della famosa frase “si fotta l’UE”).
Ben sincronizzata con questi colloqui era l’offensiva orientale delle forze armate ucraine, che le reti della NATO hanno proclamato una propria “vittoria”. Come ha fatto il senatore Mark Warner al tabloid tedesco Bild, esse si vantano apertamente che l’offensiva non sarebbe stata possibile senza l’intelligence e l’assistenza sul campo fornita dagli USA, dal Regno Unito e dagli altri alleati della NATO.
L’ex ispettore dell’ONU Scott Ritter ha osservato che dopo la fase iniziale del conflitto (i combattimenti attorno a Kiev), seguita dalla liberazione del Donbass, siamo ora entrati nella terza fase della guerra. “Questo significa che l’attuale controffensiva ucraina non dovrebbe essere vista come estensione della fase due, ma come l’inizio di una terza fase che non è più conflitto ucraino-russo, ma l’inizio di un conflitto NATO-Russia. Il piano di battaglia ucraino reca sovraimpresso il marchio ‘Made in Bruxelles’.” Tuttavia, Scott Ritter sostiene che alla fine “la Russia vincerà” anche se a costo di “molti più morti ucraini e russi, più morti civili e più distruzioni”.
Il segretario generale della NATO non sembra preoccupato di ciò. Stoltenberg (foto) ha ripetuto in varie occasioni, la scorsa settimana, che la popolazione dei paesi membri della NATO deve “soffrire” per difendere la democrazia [che per lui è sinonimo di ‘ordine basato sulle regole’], poca cosa rispetto “al prezzo che stanno pagando gli ucraini, misurato in vite”. Nessun accenno, naturalmente, alla prospettiva di una soluzione negoziata al conflitto.
Ma al di fuori del mondo transatlantico, l’insistenza della NATO ad usare l’Ucraina in una guerra per procura contro la Russia sta facendo accelerare i passi per creazione di un’architettura finanziaria e di sicurezza alternativa, che comprenda la cornice dei BRICS. Ciò era evidente al Forum Economico Orientale, che si è tenuto a Vladivostok, Russia, dal 5 all’8 settembre, nel corso del quale il Premier indiano Narendra Modi, quello cinese Li Zhanshu e lo stesso Putin hanno rinnovato l’impegno alla partnership strategica per lo sviluppo. L’incontro personale tra Putin e Xi Jinping, che avverrà al vertice della Shanghai Cooperation Organization il 15-16 settembre, servirà indubbiamente a rafforzare i rapporti tra le due nazioni.