Mentre è in arrivo il crac sistemico, le autorità finanziarie giocano col fuoco

Il Fondo Monetario Internazionale ha appena ammonito nel suo ultimo Economic Outlook che “si prospettano grosse sfide per l’economia globale e per evitare una seconda Grande Depressione”. Il rapporto faceva parte dei preparativi per l’incontro annuale dell’FMI che si è tenuto la scorsa settimana a Bali (vedi https://www.imf.org/en/Publications/WEO/Issues/2018/09/24/world-economic-outlook-october-2018).

“È indicativo che l’FMI pronunci la famosa parola che inizia con la ‘D'”, ha dichiarato Helga Zepp-LaRouche in un’intervista con Harley Schlanger il 12 ottobre. La “D” di depressione economica non era stata mai menzionata prima, per via della cosiddetta “psicologia dei mercati”, secondo la quale la parola stessa potrebbe provocare la Depressione.

“Ritengo che si stia cercando di preparare la popolazione al fatto che sta per crollare il sistema finanziario”, ha commentato la fondatrice dello Schiller Institute. “Il sistema si sta disintegrando ed il prossimo crac è solo questione di tempo”.

Sono molti i fattori potenziali che potrebbero innescare il crac, reso irreversibile dalla decisione della BCE e delle altre banche centrali di togliere il metadone al drogato, ovvero ridurre la dose di Quantitative Easing. In questo senso ha ragione il Presidente americano Trump, quando dice che la Federal Reserve è “folle” e responsabile del crac del 3% a Wall Street il 10 ottobre, ma è stato e sarebbe altrettanto “folle” se la Fed continuasse a iniettare liquidità in un sistema in bancarotta.

In questo contesto, avverte la signora LaRouche, alcune persone nella Commissione dell’UE e nella Banca Centrale Europea “stanno giocando col fuoco” con la loro posizione intransigente contro l’Italia sul bilancio. A quanto pare, sperano di costringere il governo a capitolare sotto le pressioni della speculazione finanziaria, scatenata dal possibile declassamento del debito sovrano, e di controllare la situazione. La signora Zepp-LaRouche si riferiva all'”infame” lettera mandata al governo italiano dai Commissari dell’UE Pierre Moscovici (foto) e Valdis Dombrovskis il 5 ottobre, in cui si definisce inaccettabile l’intento del governo italiano di deviare dalla linea di austerità. Questa lettera ha provocato una fuga dai titoli di stato italiani e portato lo spread a oltre 300 punti. Uno spread di 400 per un lungo periodo viene considerato fatale per le banche italiane, che detengono gran parte dei titoli.

Oggi, ha spiegato la signora LaRouche, il tentativo di mettere l’Italia in ginocchio come fecero nel 2011 significa scherzare col fuoco, perché una crisi bancaria potrebbe innescare un collasso sistemico. Inoltre “nel 2008 il mondo intero non era preparato al crac”, ha ricordato, “perché non dava ascolto ai moniti che mio marito aveva già lanciato il 25 luglio 2007”. E contrariamente al 2008, quando tutti erano impreparati, “coloro che oggi cercano di indurre il governo italiano a capitolare a proseguire con l’austerità (…) non dovrebbero dimenticare che i partiti di governo, Lega e Cinque Stelle, hanno la separazione bancaria non solo nel programma di partito, ma anche nel contratto di governo”. Quindi “se qualcuno cerca di provocare un crac dall’esterno, non escludo la possibilità, anzi, direi che è molto probabile che adottino la separazione bancaria per auto-difesa”.

Helga Zepp-LaRouche ha espresso queste valutazioni poche ore dopo che il dibattito al Parlamento sul DEF ha dato forti indicazioni della nuova aria che tira a Roma.