L’UE rifiuta una riforma bancaria

Mentre il sistema finanziario accumula livelli di titoli tossici superiori a quelli del 2008, la Commissione dell’UE ha accantonato l’ultima pretesa di riformare il sistema finanziario, ritirando la proposta di legge di “Riforma Strutturale” che giaceva incagliata al Parlamento Europeo dal 2015.

Il 24 ottobre, la Commissione ha presentato il proprio “Programma di Lavoro 2018” in cui, accanto alle nuove priorità, sono annunciate le iniziative “ritirate”. Tra queste, la cosiddetta “Riforma Strutturale Bancaria” che avrebbe previsto una blanda proposta di “ring-fencing” delle attività commerciali.

Come giustificazione per il “ritiro”, la Commissione cita “nessun accordo prevedibile” e sostiene che comunque “il motivo principale di stabilità finanziaria della proposta è stato nel frattempo affrontato da altre misure regolatorie nel settore bancario e specialmente dall’entrata in vigore dei bracci di supervisione e risoluzione dell’Unione Bancaria”.

In realtà, la proposta della Commissione era uno schema farlocco, come scrivemmo a suo tempo. Essa avrebbe semplicemente isolato le attività a rischio nello stesso istituto, e nemmeno obbligatoriamente, ma solo nei casi in cui il livello di rischio fosse stato superiore a quello stabilito da “metriche armonizzate”, e cioè dagli stessi modelli usati per condurre gli stress test, universalmente considerati una truffa.

Ritirando la proposta, la Commissione non fa neppure più finta di perseguire la riforma. Vanessa Mock, una portavoce della Commissione, ha dichiarato la riforma non più necessaria poiché le operazioni di trading delle banche oggi sarebbero minori che prima della crisi.

Giusto il giorno prima il Wall Street Journal ha documentato come il trading di uno dei prodotti finanziari più tossici, le Collateralized Loan Obligation, abbia raggiunto livelli record. Le emissioni di CLO ammontano a 247 miliardi di dollari nei primi tre trimestri dell’anno, più del picco di 136 miliardi raggiunto nel 2006.

Le CLO sono per i debiti delle corporation quello che le MBS (Mortgage backed Security) e le CDS (Collateralized Debt Security) erano per i mutui ipotecari. “La richiesta per prodotti come le CLO è straordinaria”, secondo un funzionario di Black Rock citato dal Wall Street Journal. Come nel 2005-07, il rapido aumento delle CLO sta creando la domanda per un’esplosione di prestiti a leva da inserirci dentro. Quest’anno le emissioni di prestiti a leva saranno di circa 350 miliardi, superando il record del 2007. La maggior parte di questi prestiti riguarda le acquisizioni (LBO).