L’interferenza esterna nelle elezioni italiane viene dall’UE e dagli USA

Mentre la campagna elettorale italiana entra nel vivo, i propagandisti europei e gli ambienti del Deep State negli Stati Uniti d’America interferiscono impunemente lanciando accuse contro i “populisti” della Lega e del M5S. Si tratta delle due formazioni politiche che hanno la separazione bancaria nel loro programma ufficiale, anche se differiscono radicalmente nel resto delle piattaforme.

Bill Emmott, ex direttore dell’Economist e co-fondatore della “Wake Up Foundation”, una fondazione che promuove il pensiero unico europeista, si è detto preoccupato di una vittoria della Lega in un articolo per Project Syndicate e in un’intervista al Corriere della Sera. “Il risultato peggiore sarebbe una vittoria del centro-destra con Salvini in testa”, ammonisce Emmott. Il secondo peggior risultato sarebbe una vittoria dei Cinquestelle, perché ne scaturirebbe un governo “sperimentale e caotico”.

I due partiti sono presi a bersaglio anche dal rapporto della minoranza democratica alla Commissione Esteri del Senato americano, intitolato “L’assalto asimmetrico di Putin in Russia e in Europa: implicazioni per la Sicurezza Nazionale”, presentato dal sen. Ben Cardin (nella foto) il 10 gennaio. Il rapporto contiene tre pagine sull’Italia, scritte sulla base di articoli di giornale (vedi https://www.foreign.senate.gov/imo/media/doc/FinalRR.pdf)

La parte sull’Italia comincia così: “Negli anni recenti, l’Italia ha visto l’insorgere di partiti populisti, anti-establishment, che hanno fatto presa sulla popolazione e ottenuto qualche successo elettorale. Alcuni di questi partiti sostengono fortemente politiche estere a favore del Cremlino e hanno fatto uso abbondante di fake news e teorie del complotto nelle loro campagne mediatiche, spesso attinte dai media russi di proprietà statale. Nelle elezioni del 2018, l’Italia potrebbe essere un bersaglio delle interferenze elettorali del Cremlino, che probabilmente cercherà di promuovere partiti che sono contrari a rinnovare le sanzioni per l’aggressione russa all’Ucraina”.