LaRouche denuncia la frode ambientalista di Al Gore

In un nuovo saggio intitolato “A USA Drowning In Its Gore? The Great Luddite Hoax Of 2007”, Lyndon LaRouche ha lanciato un’offensiva politica volta a denunciare la frode perpetrata dall’ex vice presidente Al Gore a proposito del “riscaldamento globale”. Dopo aver ricordato che Gore è stato “la levatrice” del governo Bush, LaRouche ha scritto: “Non si tratta di differenze politiche. Si tratta di una questione esistenziale, la scelta tra una politica la cui influenza contribuirebbe all’estinzione della civiltà, quella di Gore, contro un indirizzo politico decisamente contrario, quello che occorre affinché la civiltà possa continuare a progredire nel prossimo futuro”.

LaRouche prende in esame tre questioni: primo, “la dimostrazione che la propaganda di Gore è una truffa”; secondo, “la questione scientifica più profonda: truffe a parte, quali sono gli aspetti che governano realmente i cicli alterni di caldo e freddo sulla Terra?”; e terzo, “qual è la vera giustificazione strategica che permette che in una situazione come questa la frode dei protocolli di Kyoto continui ad essere sostenuta?”. Il testo completo in inglese è disponibile sul sito www.larouchepub.com.

La campagna di LaRouche

Contro la truffa ambientalista promossa da Al Gore, il movimento di LaRouche ha lanciato una campagna. In particolare a Washington gli attivisti del movimento giovanile LYM si sono concentrati per una settimana, battendo soprattutto gli ambienti del Congresso, per convincere i rappresentanti eletti a denunciare la frode e aprire la strada ad una sana politica di ricostruzione economica, che comprenda sopratutto il nucleare.

Il mondo politico di Washington in effetti era già sotto shock a motivo di un crac finanziario mondiale che non sa come affrontare, soprattutto confuso a seguito delle campagne massediali ecologiste che fanno riferimento a Gore.

Per tutta la settimana i giovani sono intervenuti nelle conferenze, audizioni e altri incontri indetti per promuovere la truffa di Gore. Ad esempio, il dott. James Hansen, direttore del Goddard Institute for Space Studies di New York, ha presentato alla grande l’aria fritta del riscaldamento globale al National Press Club il 27 febbraio. È stato affrontato da Cody Jones del LYM, che ha citato gli studi scientifici secondo cui non è vero che il CO2 derivante dalle attività umane possa provocare un riscaldamento globale. Hansen ha dapprima risposto “Non so di cosa stai parlando” e poi ha dovuto chiedere “i riferimenti scientifici”. La scena è stata mandata in onda dalla televisione C-SPAN in tutti gli USA. Hansen ha fatto una figura davvero barbina dato che sono decine gli scienziati che hanno presentato studi secondo cui le emissioni di C02 tra il 1940 ed il 1950 risultano superiori a quelle attuali, e tra essi figurano persino dei premi Nobel. Ma ai crociati di Al Gore questi studi “non risultano”.

Centro spaziale danese denuncia la frode di Gore

Un comunicato del Centro spaziale danese del 27 settembre annuncia uno studio del prof. Henrik Svensmark che mette in discussione la tesi secondo cui il clima sarebbe influenzato dalle emissioni di biossido di carbonio. Nel comunicato si legge tra l’altro:

“Risultati notevoli nella ricerca condotta dal Centro spaziale nazionale danese sui raggi cosmici e il clima sono riassunti in una rassegna per la Royal Astronomical Society di Londra”.

“Il direttore della ricerca sole-clima del Centro spaziale danese, Henrik Svensmark, raccoglie i risultati riferiti da lui stesso e dai colleghi in decine di relazioni scientifiche per spiegare come il clima sia governato dalle particelle atomiche provenienti da stelle esplose. Questi raggi cosmici contribuiscono a formare le comuni nuvole. Grandi quantità di raggi cosmici e notevole nuvolosità raffreddano la terra mentre intervalli più clementi si verificano quando i raggi cosmici e la coltre nuvolosa diminuiscono”.

“Il documento, intitolato «Cosmoclimatology: A New Theory Emerges», è pubblicato nel numero di febbraio di Astronomy & Geophysics“.

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