La vacuità dell’Ukrainegate supera quella del Russiagate

Per coloro che erano stufi della bufala del Russiagate, l’assurdo spettacolo di due settimane di audizioni al Congresso sull’Ukrainegate dimostra ancora una volta quanti danni abbia fatto al partito democratico americano la sconfitta di Hillary Clinton alle presidenziali del 2016. Il congressista Adam Schiff (nella foto in una caricatura), che presiede la Commissione sull’Intelligence, ha portato all’audizione una schiera di testimoni descritti dai media come “consumati professionisti” e della massima integrità. Erano quasi tutti diplomatici con lunghe carriere al Dipartimento di Stato, ma v’era anche uno sparuto gruppo di agenti della comunità di intelligence, incluso il National Security Council.
Le testimonianze da essi rese avevano due cose in comune: in primo luogo, nessuno dei testimoni è stato in grado di presentare alcuna prova di un reato commesso da Trump riguardo alla politica americana verso l’Ucraina; in secondo luogo, essi hanno tutti manifestato antiche retoriche da guerra fredda contro la Russia, sostenendo che il presunto “abuso di potere” di Trump nel chiedere una sorta di “do ut des” prima di concedere aiuti militari costituirebbe una minaccia pericolosa per l’Ucraina e per l’America.
Sul primo punto, i membri repubblicani della Commissione hanno minato gravemente la credibilità dei testimoni, talvolta ponendo anche solo una domanda: ha mai sentito il Presidente proporre uno scambio di favori? Nessuno dei testimoni è stato in grado di rispondere in modo affermativo! I repubblicani hanno fatto notare che, mentre il governo di Zelens’kyj non ha mai annunciato un’inchiesta su Biden, gli aiuti sono stati comunque concessi. Rispondendo alle domande della Commissione, i testimoni hanno ammesso che coloro che hanno incontrato Zelens’kyj o funzionari ucraini ad alto livello, non hanno mai sentito parlare di tale scambio. Quindi, se non v’è stato il do ut des chiesto da Trump, qual è l’abuso di potere che dovrebbe portare alla sua destituzione?
I repubblicani sono stati carenti sul secondo punto, ovvero il presunto pericolo posto dalla Russia all’Ucraina e ricondotto da numerosi democratici al Russiagate, sostenendo che la Russia, e non l’Ucraina, aveva interferito nelle elezioni del 2016. La presidente della Camera dei Rappresentanti Nancy Pelosi ha perfino dichiarato che il comportamento di Trump verso l’Ucraina dimostra che è “un fantoccio di Putin”. Schiff stesso ha inaugurato la linea d’attacco sostenendo falsamente, nella sua dichiarazione di apertura, che “la Russia ha invaso l’Ucraina”. Nessuno ha messo in dubbio questa sua falsa affermazione.
Il funzionario del Dipartimento di Stato George Kent è andato oltre, dicendo che coloro che rovesciarono il regime di Janukovyc a Kiev sono paragonabili ai Minute Men della Rivoluzione americana. Paragonare le milizie neonaziste, che furono strumentali col sostegno del Dipartimento di Stato, della CIA, di George Soros e altri nel golpe del 2014, ai patrioti americani della Rivoluzione americana è ridicolo. Hanno dimostrato così di essere complici del tentato golpe contro Trump, come parte di una strategia geopolitica per impedire la possibilità di un dialogo pacifico che Trump auspica avvenga con la Russia, spingendo l’Ucraina e gli Stati Uniti verso una guerra con Mosca.