La scelta è tra il monetarismo del FMI o la Nuova Via della Seta

O reinventeremo l’ordine monetario del dopoguerra (FMI, Banca Mondiale ecc) o il mondo transatlantico diventerà irrilevante e il paradigma della Nuova Via della Seta diventerà dominante.

Questo, in sintesi, è il messaggio dato dal Ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire (foto) a una manifestazione sul 75esimo anniversario della conferenza di Bretton Woods il 16 luglio. “L’ordine di Bretton Woods così come lo conosciamo è giunto al limite… se non saremo capaci di reinventare Bretton Woods, la Nuova Via della Seta diventerà il nuovo ordine mondiale… E gli standard cinesi (sugli aiuti statali, l’accesso a fondi pubblici o la proprietà intellettuale) potrebbero diventare i nuovi standard globali”.

Le Maire ha certamente ragione nel dire che il sistema attuale ha raggiunto il limite e che è in arrivo il prossimo crac finanziario, ma quella che ha presentato come una “reinvenzione” non farebbe che peggiorare le cose. Ha proposto, per esempio, che una riforma delle istituzioni di Bretton Woods si orienti ai cambiamenti climatici, o che faccia sì che il FMI abbia abbastanza risorse per affrontare la prossima crisi, il che significa altri salvataggi bancari e tagli al bilancio per tutti.

Le osservazioni di Le Maire riflettono le idee contenute nel suo ultimo libro, Le Nouvel Empire, che parla di un’Europa che diventa il nuovo impero e fa da contrappeso sia alla Cina sia agli Stati Uniti. In altre parole, la solita vecchia solfa geopolitica (l’ordine post-westfaliano) promossa dall’allora consigliere di Tony Blair, Robert Cooper. Fortunatamente, questa vecchia solfa è destinata a essere superata dall’opzione molto più attraente della cooperazione win-win.