La proposta cinese per un sistema di sicurezza globale riecheggia quella di Helga LaRouche

A meno di due settimane dalla conferenza dello Schiller Institute su “Una nuova architettura di sicurezza e sviluppo per tutte le nazioni”, il Presidente cinese Xi Jinping ha presentato una proposta straordinariamente simile per una “Iniziativa di Sicurezza Globale”, in apertura del Boao Forum per l’Asia il 21 aprile. Il concetto è quello di creare un sistema di sicurezza per l’intera comunità mondiale basato sulla Carta dell’ONU, i cinque principi della coesistenza pacifica e lo sviluppo comune.
L’urgenza di una simile iniziativa non potrebbe essere maggiore. Mentre la maggioranza delle nazioni del mondo l’appoggerebbero, la Nato sostiene, a rimorchio del partito guerrafondaio angloamericano, che “l’ordine basato sulle regole” (l’ipocrisia della “democrazia” e dei “diritti umani”) debba prevalere ovunque. L’Occidente ha ignorato per decenni, con arroganza, quelli che la Russia considera i suoi vitali interessi di sicurezza, creando lo sbocco della guerra in Ucraina, che si poteva evitare. Ed ora, nel mezzo di una propaganda assordante contro Putin su tutti i media, Washington, Londra e le principali capitali europee hanno rinunciato persino alla pretesa di cercare una soluzione negoziale. Al contrario, fioccano armi, istruttori militari e soldi per l’Ucraina a ritmo incalzante. Solo gli Stati Uniti hanno fornito 3,7 miliardi di aiuti militari negli ultimi due mesi. Il gioco è evidente: perpetuare i combattimenti, sacrificando il popolo e la nazione ucraina per costringere la Russia a capitolare ed accettare il già fallito ordine neoliberista.
Si tratta dello stesso orrendo pensiero geopolitico che ha condotto a due guerre mondiali nel secolo scorso e ad innumerevoli guerre per il cambiamento di regime. Da qui, l’importanza strategica della proposta di Xi per una Iniziativa di Sicurezza Globale. Nel suo intervento al Boao Forum, il presidente cinese ha sottolineato la necessità di rimanere orientati ad una “visione di pace e sicurezza mondiale sostenibile, comune, completa e cooperativa”, al rispetto della “sovranità e dell’integrità territoriale di tutti i paesi”, al principio della non interferenza negli affari interni e alle “scelte indipendenti dei percorsi di sviluppo e dei sistemi sociali compiute dai popoli nei differenti paesi”.
In aggiunta, come scrive Helga Zepp-LaRouche in un articolo pubblicato il 23 aprile, Xi ha espresso l’ottimismo di cui c’è bisogno oggi, affermando che “uno sguardo alla storia dell’uomo ci insegna che più le cose si fanno difficili, più cresce il bisogno di mantenere la fiducia. Non c’è da aver paura dei problemi, perché sono i problemi che, uno dopo l’altro, hanno alimentato il progresso della società umana. Nessuna difficoltà ha mai potuto fermare il corso della storia. Di fronte alle molteplici sfide, non dobbiamo perdere la fiducia, esitare o indietreggiare. Dobbiamo invece rafforzare la fiducia e proseguire contro tutte le avversità”.
Questo indica, secondo Zepp-LaRouche, che Xi Jinping è vicino alla filosofia di Leibniz, la cui idea del “migliore dei mondi possibili” affonda le radici nel fatto che l’impegno coraggioso dell’uomo nel risolvere i problemi è in grado di trasformare il male contingente in un bene maggiore che migliora l’Universo portandolo ad un livello superiore.
Esortiamo i nostri lettori a firmare e diffondere la petizione dello Schiller Institute per una “Nuova Architettura di Sicurezza e Sviluppo” qui: https://schillerinstitute.nationbuilder.com/convoke_an_international_conference_to_establish_a_new_security_and_development_architecture_for_all_nations