La Commissione d’inchiesta sulla nuova violenza

L’8 aprile 1999, su iniziativa di Lyndon LaRouche, è stata costituita una commissione d’inchiesta sulla nuova violenza. Vi hanno aderito varie personalità riunitesi in diverse città contemporaneamente – New York, Los Angeles, Detroit, Washington – e collegate via Internet. Lo scopo è di studiare le cause delle nuove forme di violenza che colpiscono soprattutto gli USA ma anche l’Europa.

Le aree di indagine sono: l’aumento degli episodi di violenza gratuita da parte delle forze di polizia, studiato in rapporto ai problemi crescenti affrontati dalle forze dell’ordine; il quadro delle leggi vigenti e il suo possibile miglioramento, in particolare per regolamentare il settore multimediale ed in specifico quello dei videogame; il quadro medico, con una particolare critica rivolta alle teorie che vogliono vedere radici razziali al fondo del comportamento violento e all’abuso di psicofarmaci somministrati a ben 6 milioni di bambini americani, in particolare il Retalin; il quadro culturale: la “nuova violenza” viene inculcata attraverso videogames (ad esempio Pokemon), droga, film, musica e Internet.

LaRouche ha sottolineato due fattori: l’estraniazione dei bambini dai genitori, dovuta ad un’istruzione eccessivamente carente e al problema dei genitori costretti entrambi a lavorare, spesso più di otto ore al giorno. A ciò si aggiungono abitazioni e edifici scolastici ridotti in condizioni pietose. “In questa situazione, qualcuno introduce la violenza, come quei videogames della Nintendo ispirati alla tradizione dei Samurai, che insegnano ai bambini ad uccidere”. Lo stesso fenomeno poi si riscontra nelle scuole di polizia, dove “si insegna a sparare ed uccidere, secondo tattiche militari, anche lì con videogames alla Nintendo”.

LaRouche ha aggiunto: “Se non ripristiniamo dei rapporti decenti tra genitori e figli si rischia di non avere una prossima generazione”.




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