Il direttore uscente del Fondo Monetario accusato di genocidio alla Cattolica di Milano

Camdessus

da Solidarietà, Anno VIII, N. 2 – giugno 2000

L’ex Direttore Generale del FMI Michael Camdessus ha ricevuto, lo scorso 21 marzo, la laurea ad honorem all’Università Cattolica di Milano.

Il riconoscimento gli è stato conferito per aver mantenuto “un riferimento costante ai valori per la promozione della persona umana”.

Nei giorni precedenti all’avvenimento il Movimento Solidarietà e il Movimento Solidarietà Universitario hanno diffuso un volantino, intitolato “Il FMI uccide”, rivolgendo a Camdessus l’accusa di aver promosso le politiche del fondo che, mentre pretendono di “aiutare” i paesi poveri, in realtà portano a risultati palesemente genocidi.

All’inizio della cerimonia, mentre ringraziava le personalità presenti e si accingeva a tenere il suo discorso sulla “Riduzione del debito nel contesto di un’economia globalizzata, Camdessus è stato affrontato da Liliana Gorini del Movimento Soldiarietà che lo ha accusato di essere il responsabile del genocidio di almeno sei milioni di africani. Mentre dal pubblico si sono levati degli applausi, l’esponente del Movimento Solidarietà è stata accompagnata fuori dal personale della sicurezza, subito seguita da cameramen e corrispondenti di emittenti e giornali che l’hanno intervistata su idee e proposte del Movimento Solidarietà.

Quando Camdessus è passato ad illustrare i “progressi” che secondo lui sarebbero stati compiuti dai paesi dell’America Latina, il giornalista dell’EIR Andrew Spannaus lo ha contraddetto spiegando che, oltre i fasulli criteri contabili del Fondo, la realtà è che in Messico, un paese che segue rigorosamente la ricetta del Fondo, i livelli di vita sono crollati, mentre in Malesia, il paese che si è ribellato al Fondo per seguire una politica dirigistica, si sta verificando una netta ripresa del benessere reale.

Nella risposta Camdessus si è arrampicato sugli specchi per spiegare che le cose “sono più complicate”.

L’imbarazzo lo ha spinto ad affermare che il FMI sarebbe d’accordo con quanto deciso dalla Malesia. Quando il corrispondente dell’EIR ha insistito perché commentasse la proposta di una nuova Bretton Woods di Lyndon LaRouche, Camdessus ha ripetutamente preteso di non capire il nome per poi cercare di essere sarcastico: “Ci sono economisti migliori”.

da La Repubblica, 22 marzo 2000

Guai se saltasse la moderazione salariale nel rinnovo dei contratti di 3 milioni di pubblici dipendenti. È la preoccupazione degli ispettori del Fondo monetario internazionale, in missione a Roma. […] Così gli ispettori suggeriscono l’applicazione rapida della riforma Dini. A loro non interessa la praticabilità politica delle proposte […]

Gli ispettori dettano la loro ricetta mentre a Milano il loro ex “capo”, Michel Camdessus, è vivacemente contestato durante la consegna di una laurea “honoris causa” alla Cattolica.

Evidentemente poco convinti di questo “onore”, alcuni manifestanti lo hanno preso di petto. Su un cartello era scritto: “È una vergogna che mentre il Papa chiede di cancellare i debiti dei paesi poveri, l’ università dei cattolici conferisca una laurea a chi per anni si è opposto alla remissione”.

Più tardi una signora, subito identificata dalla polizia, lo apostroferà in inglese: “Il suo record è la morte di 6 milioni di africani, per le condizioni economiche imposte dal Fmi”.

da Liberazione, 22 marzo 2000

Michel Camdessus, ex direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, è stato contestato ieri mattina a Milano da un gruppo di studenti durante la cerimonia di consegna allo stesso Camdessus di una laurea honoris causa in scienze politiche. Una decina di manifestanti è entrata nell’aula della cerimonia protestando contro la gestione dello stesso FMI nei Paesi poveri.

Le ragioni della contestazione : la politica di Camdessus è responsabile della morte di 6 milioni di africani per le condizioni economiche imposte dal FMI. Mentre il Papa chiede di cancellare il debito dei Paesi poveri, viene data una laurea h.c. a chi si è opposto per anni alla remissione del debito.