Juncker interferisce nuovamente nella campagna elettorale italiana

La crescente divisione interna all’UE su differenti temi è resa manifesta ancora una volta dalle dichiarazioni successive al vertice dei capi di stato e di governo, tenuta il 23 febbraio a Bruxelles, in assenza di Theresa May. Il principale tema all’ordine del giorno era il modo di riempire il buco finanziario determinato dalla Brexit.

Le nazioni dell’Europa dell’Est stanno esprimendo una crescente resistenza ai tentativi dittatoriali della Commissione dell’UE nei termini delle politiche economiche e relative alle migrazioni. La proposta di Angela Merkel di quantificare i fondi europei concessi agli Stati membri sulla base del numero dei migranti che essi accettano è sentita come fortemente controversa.

La stabilità politica a Ovest è parimenti posta in discussione. Bruxelles è preoccupata dalle elezioni italiane del 4 marzo, nel corso delle quali due partiti, in particolare, potrebbero riservare sorprese “spiacevoli”. Il risultato del voto degli iscritti al partito SPD sull’ipotesi della Grande Coalizione attesa in Germania assieme alla CDU-CSU dovrebbe essere comunicata nello stesso giorno. V’è una scarsa ma concreta possibilità che i socialdemocratici rifiutino l’accordo e si delinei un’altra fase di grande crisi in Germania.

È probabile che le elezioni italiane portino forze “populiste” al governo. Com’è noto, il Commissario europeo Jean-Claude Juncker ha lanciato il sasso il 22 febbraio, dicendosi “preoccupato dal risultato delle elezioni italiane, più che dal risultato del voto dei membri dell’SPD, ma dobbiamo prepararci per lo scenario peggiore”. Parlando presso il think-tank CEPS di Bruxelles, ha aggiunto che “lo scenario peggiore potrebbe essere un governo italiano non operativo. Combinando tutte queste incertezze, l’SPD, le elezioni italiane, governi di minoranza qui e là, ecc. potremmo avere una reazione esacerbata dei mercati finanziari allo scoccare della seconda settimana di marzo; così ci stiamo preparando per questo scenario”. Si noti che a 4 mesi dal voto il governo tedesco non è ancora stato formato, eppure Juncker si è ben guardato dal fare dichiarazioni che provocassero un aumento dello spread coi Bot tedeschi.

Dopo quattro ore, Juncker ha telefonato al Primo Ministro Gentiloni esprimendo le proprie scuse e annunciando una “rettifica” della sua affermazione. Qualunque siano state le vere intenzioni, la sua dichiarazione ha certamente ridotto ulteriormente la considerazione dell’UE presso gli elettori italiani.