Il testardo rifiuto da parte dell’alleanza di fatto tra CDU-CSU, SPD, Verdi e Die Linke di accettare le conseguenze della vittoria del partito Alternativa per la Germania (AfD) alle elezioni regionali del 6 settembre in Sassonia-Anhalt sta generando mostri: alcuni chiedono alla Corte costituzionale di mettere al bando l’AfD, altri minacciano fuga di capitali e investimenti in caso di governo guidato dall’AfD in quello Stato e altri ancora avvertono che Berlino dovrà commissariare la Sassonia-Anhalt in base alle norme federali di emergenza per impedire alla Russia di assumere il controllo!
Anche se fosse possibile vietare l’AfD, ciò non porrebbe rimedio alla sostanziale perdita di fiducia nel governo e nell’establishment politico, in particolare da parte degli elettori della CDU, che va avanti ormai da diversi anni. Ironia della sorte, è toccato al presidente russo Vladimir Putin sottolineare, in una risposta a un giornalista l’11 settembre, che la CDU di oggi è ben diversa dal partito del cancelliere Helmut Kohl, che voleva rapporti di buon vicinato con la Russia.
Sarebbe inoltre difficile, se non impossibile, riconquistare la fiducia e il sostegno degli elettori anche qualora il cancelliere Friedrich Merz dovesse dimettersi. Il partito dispone di qualche personaggio di spicco in grado di sostituirlo? La CDU è disposta a trasformare seriamente il proprio programma per renderlo congruente con gli interessi degli elettori? La risposta a entrambe le domande è no, almeno per ora e per il prossimo futuro. Pertanto, se l’alleanza quadripartitica continuerà a imporre un boicottaggio totale del dialogo con l’AfD (il famigerato “brandmauer” – il muro di fuoco, ndr), il Paese si dirigerà, inevitabilmente, verso elezioni anticipate che non faranno altro che aumentare l’instabilità. La Germania diventerebbe così totalmente paralizzata e ingovernabile, al più tardi entro il 2027.
E una Germania in riarmo politicamente paralizzata fa paura. Il fatto che i leader politici abbiano deciso di avviare alcuni dei più grandi progetti di produzione militare in città come Osnabrück e Lipsia rappresenta una vera e propria farsa. Osnabrück, dove uno stabilimento della Volkswagen è stato venduto a un’azienda della difesa israeliana, occupa un posto speciale nella storia tedesca ed europea, in quanto una delle due città (insieme a Münster) in cui i diplomatici negoziarono la Pace di Westfalia del 1648, che pose fine alla Guerra dei Trent’anni. E Lipsia, dove un’azienda statunitense prevede di costruire 5.000 missili all’anno con una gittata di 1.500 km da usare contro la Russia, è diventata famosa come la città della rivoluzione pacifica nell’autunno del 1989.
Ciò di cui la Germania ha bisogno ora è un Cancelliere che allenti la tensione con la Russia e ristabilisca un dialogo, per cercare di porre fine alla guerra in Ucraina, che si rifiuti di partecipare a una nuova corsa agli armamenti e adotti un approccio imparziale nei confronti del Sud del mondo. Ciò rispecchierebbe anche i desideri della stragrande maggioranza degli elettori.