Intervista ad Amelia Boynton Robinson del Liceo Giulio Cesare di Roma

CRONACA STUDENTESCA
…Una giovane di 91 anni

di Sara de Angelis

Amelia Robinson, ex collaboratrice di Martin Luther King, Vice presidente dello Schiller Institute, eroica militante del Movimento per i Diritti Civili ha partecipato all’Assemblea del Liceo Giulio Cesare.

Amelia, una donna ormai anziana, 91 anni, la maggior parte dei quali dedicati alla politica, a battersi per i diritti dei neri in America, per il diritto alla proprietà privata, dell’abitazione, delle terre da coltivare, ma in special modo per far ottenere loro il diritto di voto, dal momento che per registrarsi come elettori gli afro-americani dovevano compilare una scheda di cultura generale, molto complessa, anche perché l’istruzione per loro era garantita solo quattro mesi l’anno e fino a tredici anni.

Quando arrivò per la prima volta a Selma, in Alabama, da cui partirono poi tutti i movimenti per l’emancipazione portati avanti dalla sua associazione, Amelia Robinson si scontrò con la dura realtà che affliggeva i neri d’America, la schiavitù, la discriminazione, le persecuzioni, capì che doveva attivarsi per porre fine a questa ingiustizia.

L’associazione di cui faceva parte Amelia Robinson, creata da Martin Luther King ed i suoi collaboratori, il Movimento dei diritti Civili, s’impegnò, attraverso marce pacifiche, cortei e altre manifestazioni, ottenendo nel 1965 dal presidente Johnson il decreto che sanciva il diritto di voto per la gente di colore, il Voting Rights Act. Come lei stessa racconta “la carta erano i manifestanti, e l’inchiostro il sangue di quelli che morirono battendosi per i propri diritti”.

A chi le chiede com’era Martin Luther King, lei risponde raccontando com’egli fosse disponibile e amante di tutte le persone, disposto a morire in qualsiasi momento per la giusta causa della conquista dei diritti civili per tutte le etnie discriminate.
Nonostante sia stata più volte vittima di pestaggi (come nella famosa “Bloody Sunday”, da lei guidata, quando fu picchiata e lasciata per morta sulla strada) di discriminazioni e violenze, Amelia ci riconferma la sua scelta di una lotta politica non violenta, asserendo che “Racism is fear that turns into hate”, l’odio è una forma di terrorismo: la pace non può essere vinta da nessuna guerra, non si può rispondere alla violenza con la violenza, secondo lei i negoziati tra Russi e Ceceni sono stati interrotti dall’atto terroristico, avvenuto alcune settimane fa, ricordandoci quanto sia più importante parlare piuttosto che usare il linguaggio della violenza.

Dopo la scomparsa di Martin Luther King, nonostante si sentisse persa Amelia ha sentito il bisogno di continuare la sua lotta, così ha preso parte allo Schiller Institute, di cui ora è il vicepresidente, andando in giro per il mondo tenendo conferenze e lottando ancora attivamente per i suoi ideali.

Forse è per questo che Amelia, nonostante la sua venerabile età, è stata capace di rapportarsi a noi, di una generazione, di una nazione, di una cultura diverse con tanta facilità, ha saputo trasmettere tutta la carica di entusiasmo e di fede nei suoi ideali religiosi e politici, ha saputo coinvolgere una platea difficile come quella degli studenti di un liceo con tanta efficacia e con tanta semplicità che sono poi l’efficacia e la semplicità di una donna vera, una giovane donna di 91 anni.

Il Giulio Cesare ha istituito un Comitato per la Pace – Diritti Umani, che si riunirà prossimamente […]