Inflazione alle stelle o Glass-Steagall?

La seconda sessione della conferenza dello Schiller Institute di sabato scorso ha affrontato il tema della crisi alimentare mondiale e dell’urgente necessità di realizzare infrastrutture in tutto il mondo, compresi gli Stati Uniti. Essa si è aperta con stralci di un discorso pronunciato da Lyndon LaRouche nel settembre 1994, che affrontava proprio questo tema.
Diane Sare, candidata indipendente larouchiana al Senato degli Stati Uniti a New York, ha parlato del “Crollo dell’Occidente e dell’urgente necessità di aderire all’iniziativa Belt and Road”. Un altro candidato, Geoff Young, del Partito Democratico nel Kentucky, da sempre sostenitore della legge Glass-Steagall e di altre misure fondamentali, ha raccontato di come ha vinto di recente le primarie usando lo slogan “Non voterò mai per mandare miliardi di dollari ai nazisti” e chiedendo l’abolizione della CIA.
Tre relatori da Giappone, Germania e Grecia hanno offerto un’importante prospettiva internazionale. Daisuke Kotegawa, che, ex funzionario del Ministero delle Finanze giapponese, protagonista della riorganizzazione bancaria del suo paese, nonché ex direttore esecutivo del FMI per il Giappone, ha pronunciato un discorso incisivo sul tema “Non lasciate che questo mondo venga distrutto da sporchi giocatori d’azzardo che si fanno chiamare banchieri di Wall Street e della City di Londra”.
Il dottor Uwe Behrens, esperto di logistica e scrittore tedesco, ha messo in luce come il cosiddetto “mondo unipolare” di Londra e Washington sia messo a dura prova dalla Cina e dalla Nuova Via della Seta. Il conflitto con la Russia, a suo avviso, è solo il preludio del prossimo conflitto tra Stati Uniti e Cina.
Leonidas Chrysanthopoulos, ex ambasciatore greco ed ex segretario generale dell’Organizzazione per la cooperazione economica del Mar Nero (BSEC), è intervenuto su “La crisi nel Mediterraneo orientale e l’Iniziativa Belt and Road”.
Gli altri relatori si sono concentrati sull’agricoltura e sulla crisi alimentare mondiale. L’economista italiano Nino Galloni, ex direttore generale del Ministero del Lavoro, si è soffermato sulle politiche per l’Africa e, in particolare, sui mezzi per “Rendere l’Africa nuovamente autosufficiente”. Ha esaminato come i cartelli occidentali abbiano minato l’agricoltura africana, rendendo il continente dipendente dalle importazioni di cereali ed impedendo lo sviluppo delle produzioni autoctone. Galloni ha anche caldeggiato grandi progetti idrici come Transaqua, che sarebbero in grado di aumentare il potenziale relativo di densità demografica del continente, come direbbe Lyndon LaRouche.
È seguita una tavola rotonda con brevi interventi da parte di otto agricoltori ed un pescatore dagli Stati Uniti, che hanno chiesto di smantellare i cartelli alimentari e di porre fine alla finanziarizzazione del cibo. Hanno inoltre denunciato gli effetti perniciosi della cosiddetta “politica verde”, sia per gli effetti economici, che per la diffusione di pessimismo e disperazione. (Nella foto cartelli di Diane Sare a New York).