Il dibattito sulla necessità di un’indagine approfondita riguardo all’attacco del settembre 2022 ai gasdotti Nord Stream, che trasportavano il gas russo verso la costa tedesca, è rimasto a lungo in secondo piano sulla scena politica tedesca. Ma gli sviluppi della scorsa settimana hanno portato nuovi elementi nella vicenda: il 2 luglio, la Procura federale tedesca ha depositato presso la sezione speciale del tribunale regionale di Amburgo l’accusa per “crimine di guerra” contro un cittadino ucraino, detenuto in custodia cautelare per presunta complicità nell’attacco. Nella loro dichiarazione ufficiale, i pubblici ministeri sostengono che il sospettato, all’epoca ufficiale dell’esercito ucraino, e i suoi sei complici abbiano agito “su ordine delle autorità statali ucraine”. Ciò colloca il caso in un contesto molto più ampio: i crimini di guerra sono commessi da Stati e istituzioni statali e l’esito del procedimento giudiziario dovrebbe essere la condanna di uno Stato (https://www.generalbundesanwalt.de/SharedDocs/Pressemitteilungen/DE/2026/Pressemitteilung-vom-02-07-2026.html).
A poche ore dall’annuncio, il copresidente dell’AfD Tino Chrupalla ha chiesto che Berlino interrompa immediatamente ogni sostegno militare a Kiev. I veri responsabili dell’attacco devono essere identificati, ha affermato, e lo Stato, o gli Stati, dietro questo crimine di guerra devono essere puniti e condannati a pagare un risarcimento.
Lo stesso 2 luglio, il dibattito è stato ulteriormente alimentato dalla proiezione, presso il cinema Babylon di Berlino, del documentario “North Stream – die Sprengung” (l’esplosione), un film di due ore prodotto dal giornalista investigativo e regista Moritz Enders. Egli mette in dubbio la versione ufficiale diffusa, secondo cui un gruppo di subacquei dilettanti ucraini avrebbe compiuto il sabotaggio a bordo di uno yacht a noleggio, sottolineando invece il contesto storico delle operazioni geopolitiche dell’Impero britannico volte a sabotare una potenziale cooperazione tra Germania e Russia, risalenti a prima della Prima guerra mondiale, di cui fece parte il tentativo di sabotare la Ferrovia di Baghdad, costruita dai tedeschi per l’Impero ottomano. Da allora, prima i geopolitici britannici e poi quelli anglo-americani hanno condotto una guerra economica contro la Germania. Gli Stati Uniti si opposero, in dichiarazioni ufficiali, agli accordi sui gasdotti tra la Germania e l’Unione Sovietica avviati negli anni ’70 e il presidente Joe Biden ha detto senza mezzi ai giornalisti, di fronte al cancelliere Olaf Scholz, che Washington avrebbe fatto in modo che i gasdotti del Nord Stream 2 non funzionassero mai. La minaccia si è concretizzata con l’attacco del settembre 2022.
Nel documentario, Enders intervista eminenti critici della versione ufficiale sul Nord Stream, come Theodore Postol e Ray McGovern dagli Stati Uniti e Harald Kujat dalla Germania, presentando al contempo l’ipotesi del giornalista investigativo statunitense Seymour Hersh sul ruolo di agenti speciali dei servizi segreti occidentali nel sabotaggio.
Il documentario è disponibile online su https://nordstreamfilm.de/. Presto sarà disponibile una versione in inglese e c’è interesse per realizzarne una in italiano.