Il nuovo choc alla Sputnik di Putin cambia gli equilibri strategici

Rispondendo alla crescente isteria contro la Russia e la Cina nel mondo transatlantico, il Presidente russo Vladimir Putin, nel suo discorso sullo stato dell’unione del 1 marzo, ha spiazzato tutti coloro che invocano la guerra con la Russia ricordando la realtà dei fatti. Con grande calma ha annunciato che le forze armate russe hanno ora a disposizione nuovi sistemi d’arma, alcuni basati su nuovi principii della fisica, capaci di sfuggire a tutti i sistemi di difesa antimissilistica esistenti, inclusi quelli che volano a velocità supersoniche. Questo, di per sé, invalida la dottrina di guerra nucleare “limitata”, una guerra che potrebbe essere vinta lanciando un primo attacco, magari con una “mini-bomba nucleare” come quella che sta sviluppando il Pentagono.

Tuttavia, Putin ha sottolineato che la Russia ha deciso di sviluppare tali armi a seguito del ritiro degli Stati Uniti dal trattato ABM nel 2002 e dopo che le precedenti proposte russe per una collaborazione su sistemi congiunti antimissilistici erano cadute nel nulla a Washington. “Nessuno ha ascoltato la Russia prima che creassimo nuovi sistemi d’arma, ascolteranno la Russia ora”, ha ammonito.

La reazioni delle élite e dei media occidentali confermano la loro incapacità di pensare al di fuori degli schemi della geopolitica classica. Come ha commentato Helga Zepp-LaRouche il 2 marzo, essi sottovalutano il potenziale scientifico e di difesa della Russia, esattamente come da anni sottovalutano anche la dinamica messa in moto dalla Cina con la Nuova Via della Seta.

Il modo di pensare geopolitico tende a proiettare sui presunti nemici le proprie intenzioni e le proprie politiche. Da qui il gran parlare di un presunto intento russo di sovvertire la democrazia nel mondo occidentale e interferire nelle elezioni degli Stati Uniti e altrove, anche se tutti sanno che in realtà da decenni sono gli Stati Uniti a interferire nelle elezioni in tutto il mondo, ad esempio finanziando il golpe in Ucraina nel 2014. E si sostiene che la Cina cerca di imporre la propria egemonia nel mondo e che l’Iniziativa Belt and Road sia solo uno strumento furbo per ingannare le nazioni e ottenere tale egemonia.

Questo tema è stato affrontato da Guo Xiaobing sul Global Times del 25 febbraio, in un articolo introspettivo dal titolo “Gli Stati Uniti hanno paura della loro immagine riflessa nello specchio”. Citando un recente studio del CSIS, che presenta uno scenario in cui la Cina attaccherebbe gli Stati Uniti con missili Cruise per cacciarli dall’area del Pacifico o addirittura eliminerebbe fisicamente leader americani, Guo sottolinea che gli autori ignorano le differenze fondamentali nel pensiero strategico dei due Paesi. Per esempio, gli attacchi preventivi non sono un’opzione politica nella dottrina cinese, così come non lo è “la decapitazione della leadership di un altro Paese”.

Il problema è che gli ideologi occidentali non riescono a comprendere che il nuovo paradigma si sta ormai imponendo in tutto il mondo, promuovendo “gli obiettivi comuni del genere umano”, come da anni chiede lo Schiller Institute e come è riflesso nella cooperazione win-win proposta dalla Cina. L’attuale isteria contro Russia e Cina, in particolare, rappresenta l’ultimo sospiro di un sistema oligarchico ormai morente.

Come ha proposto Helga Zepp-LaRouche, “dovremmo utilizzare questo nuovo choc alla Sputnik e accettare ciò che ha proposto Putin nel suo discorso: ‘Sediamoci al tavolo dei negoziati e sviluppiamo insieme un nuovo sistema di sicurezza internazionale e sviluppo sostenibile per la civiltà umana’”.

Per approfondimenti

“Nuovi armamenti russi”, corto documentario di Sputnik News del 29 maggio 2018