Il coraggio di rompere con la politica anglo-americana di guerra

“Il mondo aveva così bisogno della visita di Nancy Pelosi a Taiwan come di una nuova pandemia globale”. Così Helga Zepp-LaRouche (foto) ha definito la visita della Speaker della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti a Taipei il 1° agosto. Con la provocazione della Pelosi, gli Stati Uniti hanno di fatto violato il loro impegno ufficiale nei confronti della politica di una sola Cina e hanno chiaramente indicato il sostegno alle forze filo-separatiste di Taiwan, oltrepassando così deliberatamente una linea rossa stabilita da Pechino e avvicinando il mondo ad una guerra mondiale. La provocazione è tanto più grave in quanto Nancy Pelosi non è solo la leader della Camera, ma anche la seconda in linea di successione al Presidente degli Stati Uniti, dopo il Vicepresidente.
Come era prevedibile, le autorità cinesi hanno immediatamente lanciato manovre militari su larga scala intorno a Taiwan e imposto sanzioni economiche all’isola, che potrebbero danneggiarne gravemente le esportazioni, in particolare quelle di semiconduttori. Allo stesso tempo, sono stati interrotti diverse collaborazioni diplomatiche e militari con Washington, come quelle in materia di sicurezza marittima, immigrazione illegale, traffico di droga e cambiamenti climatici.
Seguendo l’esempio di Washington, delegazioni parlamentari di Gran Bretagna e Germania hanno in programma di visitare Taipei molto presto. Il ministro degli Esteri di Berlino Annalena Baerbock, è un’accanita sostenitrice della politica di Washington contro Cina e Russia. Tutto ciò ha portato l’ambasciata cinese a Berlino ad avvertire gli europei che dovrebbero pensarci due volte prima di sostenere “le azioni pericolose e provocatorie degli Stati Uniti” e quindi “trascinare il mondo in una palude di scontri”.
“Si tratta di una reazione moderata”, sottolinea Helga Zepp-LaRouche in un articolo del 6 agosto, in un momento in cui siamo sull’orlo di tremendi sconvolgimenti sociali, con iperinflazione, disoccupazione di massa, carestie crescenti nel mondo e una “guerra che può diventare una guerra mondiale nucleare…”.
Pertanto, è giunto il momento, continua l’autrice, di “un’ampia discussione nella popolazione per costringere il cosiddetto establishment a riconsiderare le numerose decisioni sbagliate degli ultimi decenni e a cambiare rotta in direzione del bene comune”. Questo è l’obiettivo della proposta dello Schiller Institute per una nuova architettura globale di sicurezza e sviluppo.
“Insieme alla proposta di Lyndon LaRouche, avanzata anni fa, di sostituire il sistema finanziario transatlantico, irrimediabilmente fallito, con un nuovo sistema di Bretton Woods, il cui obiettivo primario è porre fine alla povertà sul pianeta, queste sono le proposte programmatiche che possono superare la crisi e che le nazioni nella tradizione del Movimento dei Non Allineati stanno prendendo in considerazione di nuovo oggi. I BRICS, l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, l’Unione Economica Eurasiatica, l’ASEAN, l’OIC, l’UA e altre organizzazioni del Sud Globale si stanno impegnando per disegnare e attuare un nuovo e giusto ordine economico mondiale.
“Invece di comportarsi come chihuahua d’attacco per il grande mastino e di contribuire a quella che è potenzialmente la più grande catastrofe dell’umanità – con quello che è, come minimo, un tentativo senza speranza di contenere la Russia, la Cina e i Paesi del movimento dei non allineati – la politica europea deve tornare alla sua migliore tradizione e attingere alla tradizione di progressi scientifici e tecnologici per contribuire a risolvere i giganteschi problemi del mondo”. Per questo, tuttavia, i cittadini indipendenti devono avere il coraggio di smascherare le narrazioni orchestrate dai media e dagli enti di intelligence.