I paesi ricchi devono smettere di accaparrarsi i vaccini

Numerosi sono stati gli appelli per un urgente sforzo internazionale che fermi la diffusione della pandemia nei Paesi in via di sviluppo, particolarmente dopo l’emergere della variante Omicron. Anche se il tipo di soluzione ambiziosa e completa promossa dallo Schiller Institute, ovvero la creazione di un sistema sanitario moderno in tutti i Paesi, è ancora assente, essi sono un contributo positivo per svegliare i politici.
Un caso emblematico è quello di Gordon Brown, ex primo ministro britannico (2007-2010) che è ora ambasciatore dell’OMS per il finanziamento della salute globale. In un articolo di opinione sul Guardian del 26 novembre, Brown ha attribuito direttamente all’accaparramento dei vaccini da parte dei Paesi ricchi la causa fondamentale dell’emergere di nuove varianti.
“Nonostante i ripetuti avvertimenti delle autorità sanitarie, il non aver provveduto a dare i vaccini ai popoli in via di sviluppo ora si ripercuote su di noi. Siamo stati avvisati, eppure eccoci qui…. Il Covid non solo si sta diffondendo senza ostacoli tra persone non protette, ma sta mutando, con nuove varianti che emergono dai Paesi poveri e che ora minacciano di scatenarsi anche su persone completamente vaccinate nei Paesi ricchi”.
Brown sottolinea che nel mondo sono state prodotte 9,1 miliardi di dosi di vaccino e i 12 miliardi sono attesi entro la fine dell’anno, il che sarebbe teoricamente “sufficiente per vaccinare il mondo intero”. Eppure, solo il 3% degli abitanti dei Paesi a basso reddito è completamente vaccinato, mentre la quota supera il 60% sia nei Paesi ad alto reddito che in quelli a reddito medio-alto.
Angelique Coetzee è la presidente della South African Medical Association (SAMA). In un’intervista con Newzroom Afrika, un canale digitale di informazione televisiva satellitare sudafricano, ha sottolineato che “Se il resto del mondo non vuole che si sviluppino o si evolvano nuove varianti, deve iniziare con un progetto in cui si vaccini l’Africa, perché è da lì che si parte”.
La Coetzee ha polemizzato contro i Paesi sviluppati che si illudono di potersi proteggere imponendo il divieto di ingresso a viaggiatori di dieci nazioni dell’Africa meridionale. Ha anche criticato l’etichettatura immediata di Omicron come una variante “che viene dall’Africa”, semplicemente perché è stata identificata per la prima volta in Sudafrica grazie al buon lavoro di sequenziamento fatto lì.
In Germania, un gruppo di esperti medici ha pubblicato una lettera aperta che critica severamente le autorità politiche, che non hanno utilizzato gli strumenti a loro disposizione per combattere efficacemente il Covid-19. Oltre a molti argomenti validi sollevati, tra cui la mancanza di misure preventive, nella lettera si sottolinea l’importanza di fornire, non solo i vaccini ai Paesi in via di sviluppo, ma anche le infrastrutture necessarie per realizzare una campagna di vaccinazione. Circa 600 esperti hanno firmato l’appello pubblicato il 12 novembre (https://www.ksta.de/blob/39127224/ef5143adc2967d6cb4302074199b62c9/offener-brief-medizin-und-wissenschaft-data.pdf).
In Russia, un gruppo di noti primari e virologi ha pubblicato una lettera aperta indirizzata a personalità del mondo dello spettacolo che, con le loro esternazioni pubbliche No-Vax hanno influito negativamente sulla popolazione. Pubblicata dalla Tass e ripresa da Euronews, la lettera invita i VIP a visitare le corsie degli ospedali per farsi un’idea della realtà.
Denis Protsenko, capo della sezione Covid del principale ospedale di Mosca e primo firmatario della lettera, ricorda che “stiamo perdendo ogni giorno mille persone che non avevano attrezzato il proprio corpo contro il virus mortale.” “Tutti coloro di voi che dubitano dell’efficacia del vaccino, sono contro le misure restrittive e disinformano i propri fan non hanno l’autorità morale per ignorare la nostra lettera aperta. Sono sicuro che dopo aver visitato le nostre zone rosse cambierete atteggiamento e sarete dalla parte del buon senso medico”.
Il Cremlino ha appoggiato l’iniziativa, definendo “eroi” i medici che l’hanno lanciata.

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