Elezioni USA: dalle accuse di brogli all’incitamento all’insurrezione

Se la frode elettorale non riesce (mascherata dal tentativo di impedirla), c’è chi negli USA prepara il chaos post-elettorale in caso di sconfitta di Biden. Lo ha denunciato Roger Stone, stratega politico, in un articolo intitolato “Come i democratici pianificano di rubare le elezioni dle 2020”, pubblicato sul Gateway Pundit. Tra gli altri punti, Stone identifica un agente del Partito Democratico, Norm Eisen, autore di un manuale intitolato Playbook, come personaggio centrale in questo scenario.
La specialità internazionale di Eisen, spiega Stone, “è uno scenario in cui forze sovversive imbastiscono varie denunce di irregolarità per contestare rumorosamente un risultato elettorale e allo stesso tempo mobilitano proteste di massa per rivendicare la vittoria. I disordini sono poi rappresentati falsamente come “proteste pacifiche” o atti di disobbedienza civile, quando in realtà sono atti violenti e distruttivi”.
Eisen ha creato e presiede il Voter Protection Project (VPP), il principale gruppo di legali preposti a “sorvegliare” la regolarità del voto e che in realtà si è adoperato per reclutare elettori anti-Trump.
Fu Eisen a stilare dieci capi d’accusa (impeachment) contro Trump persino prima che questi facesse la famosa telefonata al Presidente ucraino Zelensky che divenne la base dell’impeachment alla Camera dei Rappresentanti (quando chi ricattava il governo di Kiev era proprio Joe Biden quando era Vicepresidente).