Ecco perché l’Ucraina non dovrebbe aderire all’Unione Europea

Jacques Cheminade, presidente di Solidarité et Progrès ed ex candidato presidenziale francese, ha rilasciato una dichiarazione il 9 marzo 2022, spiegando perché l’Unione Europea non dovrebbe accettare l’adesione dell’Ucraina. Una ragione convincente, ma poco conosciuta, è che essa in pratica permetterebbe alle forze della NATO di stazionare sul suo territorio. Seguono lunghi stralci della dichiarazione.
Il 7 marzo, l’Unione europea ha iniziato a esaminare le domande di adesione di Ucraina, Georgia e Moldavia, presentate dopo l’operazione militare russa contro l’Ucraina. Il presidente Volodymyr Zelensky ha chiesto una corsia preferenziale per entrare nell’UE. Allo stesso tempo, in un’intervista alla ABC, ha indicato di essersi rassegnato al fatto che l’Ucraina non entrerà nella NATO. (…)
È giunto il momento, in queste circostanze, di prendere una decisione politica rapida, considerando gli interessi vitali della Francia, dell’Europa e dei popoli ucraino e russo…
Per Cheminade, “iniziare la procedura di adesione dell’Ucraina all’UE accelererebbe solo la corsa sonnambula verso uno scontro suicida. Non solo verrebbe visto come una provocazione da parte della Russia, ma economicamente, strategicamente e culturalmente non sarebbe vantaggioso.” Questo perché, se l’Ucraina fosse ammessa nell’UE, ciò equivarrebbe ad ammettere le forze della NATO sul suo territorio. Infatti, l’UE è legata alla NATO dal titolo V, articoli 21 e 42 del trattato UE. Dei 27 stati membri dell’UE, 21 fanno parte del comando integrato della NATO, cui la Francia ha aderito nel 2008. Dal 2002, i rapporti tra l’UE e la NATO si sono intensificati. In particolare, nella dichiarazione congiunta del 10 luglio 2018, il presidente del Consiglio europeo, il presidente della Commissione europea e il segretario generale della NATO ‘convengono di rafforzare la cooperazione tra l’UE e la NATO (…) la sua qualità, la sua portata e la sua intensità.’ Più specificamente, i firmatari incoraggiano ‘la più ampia partecipazione possibile degli Stati membri dell’UE che non sono membri dell’Alleanza nelle sue iniziative’. Questo non potrebbe essere più chiaro e la Russia ne trarrà le necessarie conclusioni.”
Mosca, dunque, considererebbe l’ingresso dell’Ucraina nell’UE come un atto ostile. “Visto che è altrettanto chiaro che questo porterebbe ad una guerra con la Russia, che non abbiamo i mezzi per condurre e che non è nel nostro interesse scatenare, è necessario un altro approccio”.
Jacques Cheminade osserva inoltre che per assicurare la pace in Ucraina devono esserne garantiti dalle grandi potenze sia la neutralità che il rispetto delle frontiere, lo sviluppo economico, sociale e culturale reciproco per tutte le componenti del paese. Inoltre, occorrerà porre fine all’influsso delle forze ultranazionaliste e neonaziste sulla politica ucraina e su parte della popolazione.