Conferenza dello Schiller Institute: la seconda sessione “Migliorare la nostra comprensione dell’Universo”

La seconda sessione della conferenza era intitolata “Per una migliore comprensione di come funziona il nostro universo”. Si è articolata in un ampio dibattito internazionale sull’applicazione della creatività umana, della scienza e della tecnologia per il miglioramento dell’umanità attraverso la cooperazione tra le nazioni. Jason Ross, che fungeva da moderatore, ha esordito dicendo che il tema della creazione di un sistema sanitario globale per sconfiggere le pandemie, come ha proposto la fondatrice dello Schiller Institute Helga Zepp-LaRouche, dovrebbe essere considerato più ampiamente come parte della difesa strategica della specie umana. Ross è stato affiancato dai suoi colleghi del gruppo di studio scientifico del LaRouche PAC, Megan Beets e Benjamin Deniston, che hanno interpretato la prospettiva di Lyndon LaRouche su come realizzare tale obiettivo.
Deniston ha illustrato la proposta russa del 2011 per una Difesa Strategica della Terra (SDE), che a sua volta era un ovvio riferimento alla proposta presentata dal presidente Ronald Reagan nel 1983, chiamata l’Iniziativa di Difesa Strategica (SDI). Lyndon LaRouche era noto come l’autore di tale politica di Reagan e per aver condotto negoziati riservati con i sovietici per giungere a un accordo su tale approccio. Ma anche altre persone promuovevano la propria versione dello scudo spaziale o SDI – spesso per sovvertire la proposta di LaRouche. Deniston ha definito l’SDI di LaRouche un “volano scientifico”, come lo fu il Progetto Apollo di John F. Kennedy, che avrebbe aiutato a sviluppare le economie in crisi di entrambe le nazioni e, nel processo di collaborazione, a porre fine alle divisioni geopolitiche. Questo riferimento all’importanza della collaborazione internazionale e all’ampliamento dei confini della conoscenza umana è stato uno dei leitmotiv della sessione. Un breve video ha permesso di ascoltare la descrizione del concetto da parte dello stesso LaRouche.
Megan Beets ha quindi spiegato come il concetto di SDE comprenderebbe lo studio dell’impatto dello spazio sulle condizioni atmosferiche e la difesa dalle emissioni di massa coronale e dalle tempeste solari. Beets e Deniston hanno anche affrontato altre questioni relative alla difesa da asteroidi e comete e ai cicli solari e galattici a lungo raggio, e come questi impattino sull’estinzione delle specie, oltre che sui cicli vitali dei virus. Jason Ross ha sottolineato il fatto che restare ostaggi di un virus o di politiche economiche fallite è una vera tragedia, la tragedia di non riuscire a liberarci dagli assiomi falliti.
Jean-Pierre Luminet, astrofisico e ricercatore emerito presso il Centro nazionale di ricerca scientifica francese, ha poi affrontato il tema del pensiero scientifico nel suo intervento, intitolato “Il ruolo della libera invenzione nella scoperta creativa”. Luminet ha fornito la propria visione dello sviluppo della scienza dall’antichità fino a Keplero, Einstein e alle teorie moderne, sottolineando quanto le scoperte siano affini alle espressioni artistiche.
Luminet è stato seguito da due ex astronauti, Michel Tognini (nella foto) e Walt Cunningham. Tognini è un Generale di Brigata dell’Aeronautica Militare francese ed ex astronauta del CNES (Centro Nazionale di Studi Spaziali) e dell’ESA, avendo compiuto due missioni (in tutto 19 giorni) sulla Stazione Spaziale Internazionale, raggiunta sia a bordo della Columbia sia a bordo della Soyuz. Sulla base della sua esperienza, ha lanciato un appello per una forte cooperazione, oltre che per l’amicizia, tra gli esploratori spaziali di tutti i Paesi. Walt Cunningham è un ex astronauta della NASA che partecipò alla missione Apollo 7. Cunningham ha ricordato quando sentì alla radio il lancio di Alan Shepard e di aver accostato l’auto per seguire il conto alla rovescia: diciotto mesi dopo, con Shepard divideva l’ufficio.
L’astrofisica Marie Korsaga, del Burkina Faso, ha quindi parlato della necessità dell’istruzione scientifica per i giovani africani. Ha descritto il fatto che il 40% degli africani hanno meno di 15 anni e che ciò sarà esplosivo nei prossimi anni, sia nel bene sia nel male, a seconda che questa risorsa sia coltivata con l’istruzione e lo sviluppo economico, o no. La Korsaga ha anche condiviso le sue riflessioni sulle donne in campo scientifico in Africa, di cui è purtroppo una rara rappresentante.
Il senatore dello Stato del New Jersey Joe Pennacchio ha fatto eco all’appello della dott.ssa Korsaga per il futuro dei giovani nel suo intervento, intitolato “Rendere la fusione nucleare una realtà”. Il Sen. Pennacchio è autore di un disegno di legge al Parlamento del New Jersey che chiede lo sviluppo della fusione. A 65 anni, ha detto, si batte per le generazioni future.
Will Happer, professore emerito di fisica all’Università di Princeton, che ha anche fatto parte del Consiglio di sicurezza nazionale del Presidente Trump, ha espresso il proprio punto di vista sulla lotta al cambiamento climatico, descrivendola come una “religione settaria”, dato che i suoi seguaci si rifiutano anche solo di discuterne. Happer ha anche descritto quante scoperte scientifiche sono avvenute attraverso “accidenti”, quando gli scienziati hanno scoperto che i loro esperimenti non davano i risultati attesi, costringendoli a spiegarli ricorrendo a concezioni di ordine superiore delle leggi dell’universo. Questo tema ha suscitato molte discussioni nella vivace sessione di domande e risposte.
Il dottor Kildare Clarke, un medico di New York, ha poi discusso le implicazioni delle privatizzazioni sulla distruzione del sistema sanitario pubblico negli Stati Uniti. È stato seguito da Guangxi Li, dell’Accademia Cinese delle Scienze Mediche di Pechino e assistente di medicina alla Mayo Clinic. Li ha raccontato i risultati positivi nell’uso della medicina tradizionale cinese a base di erbe nel trattamento di Covid-19 nelle fasi iniziali, che ha descritto essere diverso da altre polmoniti virali.
La seconda sessione si è conclusa con numerose domande e risposte che hanno affrontato i temi dell’importanza della collaborazione internazionale, della creazione di percorsi di partecipazione dei giovani alle scoperte scientifiche e di come porre fine agli assiomi fallimentari che ci hanno portati sull’orlo di nuovi secoli bui.

Segue l’intervento di Marie Korsaga sulla necessità dell’istruzione scientifica in Africa.