Conferenza dello Schiller Institute: gli scopi comuni dell’umanità devono prevalere sui conflitti

Pubblichiamo un ampio resoconto della conferenza internazionale online tenuta lo scorso fine settimana dallo Schiller Institute, in cui relatori da tutto il mondo hanno affrontato aspetti diversi delle urgenti crisi strategiche, economiche e sanitarie che affliggono il mondo, esplorando soluzioni. A due settimane dall’apertura dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York e nel contesto della proposta del Presidente russo Vladimir Putin per un vertice dei cinque membri permanenti (P5) del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, la conferenza ha suggerito i temi che dovrebbero essere sull’agenda di entrambi.
Tra questi: la pandemia di Covid-19, il collasso economico nel mondo transatlantico, l’imminente crac finanziario e, più minaccioso di tutti, il pericolo di una nuova guerra mondiale. Il problema fondamentale, tuttavia, è la profonda crisi culturale dovuta all’imperante concezione dell’uomo quale semplice forma animale superiore, che ne sopprime la capacità creativa unica nell’universo.
Nel corso delle due giornate di lavori è apparso chiaro che lo Schiller Institute si trova oggi in una posizione unica per radunare forze e individui da tutto il mondo per discutere di questi problemi, in modi che, de facto, sono stati banditi dalle sedi del dibattito politico “politicamente corretto”.
Invece di esaminare ogni crisi nel suo ambito proprio, ha sottolineato Helga Zepp-LaRouche, abbiamo bisogno di abbracciare un paradigma interamente nuovo, una soluzione al livello più alto, quello che sussume tutti gli altri aspetti. Ciò comporta un metodo di pensiero che Niccolò Cusano definì Coincidentia Oppositorum, o coincidenza degli opposti.
I numerosi e vari interventi succedutisi nelle due giornate sono disponibili sul sito dello Schiller Institute e sul canale Youtube, con traduzioni simultanee in francese, tedesco, spagnolo e russo.

Sconfiggere il partito della guerra e la geopolitica

Nella prima sessione del 5 settembre, intitolata “Superare la geopolitica: perché è urgente in questo momento un vertice P5”, è stato lanciato un chiaro appello affinché tutti si mobilitino per fermare il crescente pericolo che il mondo stia “sonnambulando” verso la terza guerra mondiale termonucleare e per affermare l’assoluta necessità che i leader dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu si incontrino per affrontare la crisi che affligge l’umanità nel suo complesso su più fronti.
Un videoclip di Lyndon LaRouche del settembre 2000 ha dato l’avvio ai lavori. Nel video, lo scomparso economista americano descriveva il tema strategico di attualità rimasto invariato da trecento anni: la contrapposizione fondamentale tra la politica dell’Impero Britannico, basata sul principio oligarchico, e le idee alla base della Dichiarazione d’Indipendenza e del Preambolo della Costituzione degli Stati Uniti.

Il discorso di apertura è stato pronunciato dalla fondatrice dello Schiller Institute Helga Zepp-LaRouche, che ha descritto lo scopo della conferenza e l’imperiosa necessità di porre fine alla geopolitica basata sul principio “divide et impera”, associato nella storia recente all’Impero britannico. Esso si manifesta oggi nel tentativo di imporre un “mondo unipolare” sotto la direzione angloamericana, impedendo l’ascesa di qualsiasi avversario percepito, come la Cina o la Russia.

Helga Zepp-LaRouche è stata seguita da Andrey Kortunov, direttore generale del Consiglio russo per gli Affari Internazionali, il quale ha ammonito che il fallimento dei vari accordi sul controllo degli armamenti mette in pericolo il mondo, ma offre anche l’opportunità di ottenere qualcosa di meglio, a condizione che tale opportunità venga colta in tempo. Kortunov ha anche sottolineato l’importanza della cooperazione internazionale tra gli Stati per fermare un’altra minaccia, quella del terrorismo internazionale, e in particolare il pericolo che i gruppi terroristici abbiano accesso alle armi nucleari.
I successivi relatori erano americani molto preoccupati per la situazione potenzialmente estremamente pericolosa che si sta creando oggi negli Stati Uniti, con l’esito delle elezioni presidenziali di novembre di estrema importanza per il mondo intero. Ed Lozansky, presidente dell’Università americana di Mosca, Martin Sieff, corrispondente dell’UPI e collega di Lozansky nella stessa università di Mosca, e l’ex consigliere repubblicano al Senato James Jatras, hanno smascherato la bufala del Russiagate contro il presidente Trump. Tutti hanno chiesto di migliorare i rapporti tra Stati Uniti e Russia, in una situazione in cui le provocazioni militari della NATO hanno creato più tensioni rispetto a qualsiasi altro momento dopo la guerra fredda. Questo richiede la rimozione del “partito della guerra” non solo dall’amministrazione Trump, ma da Washington.
Dopo un vivace tempo dedicato a domande e risposte, altri tre Americani hanno denunciato apertamente e con forza la corruzione e i veri e propri crimini del cosiddetto apparato del “deep state” negli Stati Uniti. Il colonnello in congedo Richard Black è l’ex capo della divisione di diritto penale del Pentagono e un ex senatore della Virginia. Questi ha stigmatizzato i recenti, incredibili appelli a destituire con la forza Trump nel caso in cui i risultati elettorali di novembre siano messi in discussione, richiesta assecondata sia da Joe Biden che da Hillary Clinton. Ancora più preoccupanti sono gli interventi pubblici in tal senso di due colonnelli in congedo, così come gli attacchi personali contro Donald Trump pubblicizzati dai media da parte di ex generali come John Kelly e John Allen, che costituiscono violazioni del Codice militare unificato di giustizia militare e dovrebbero essere perseguiti. Il Colonnello Black si è opposto apertamente agli interventi militari statunitensi in Asia sud-occidentale e in Libia, volti a rovesciare i governi in carica.
La prima sessione si è conclusa con gli ex funzionari della NSA Kirk Wiebe e Bill Binney, che sono membri di spicco dei Veteran Intelligence Professionals for Sanity (VIPS). I due hanno denunciato l’uso criminale da parte della NSA di programmi che essi stessi hanno progettato, per condurre una sorveglianza criminale di massa su cittadini americani e non, invece che per scovare i terroristi (scopo per il quale erano stati progettati). Binney ha nuovamente presentato le prove forensi che dimostrano che né i Russi, né nessun altro ha violato le email del Partito Democratico. Pertanto, l’intero affare “Russiagate” si rivela una frode totale, anche se praticamente tutti i media dominanti si sono rifiutati di parlare delle loro scoperte.
Alla prima sessione ha partecipato anche Marco Zanni, leader del gruppo ID del Parlamento Europeo, che è intervenuto sul tema “Perché l’UE è destinata a fallire”. Zanni ha denunciato l’austerità imposta ai popoli da Bruxelles e dalla BCE sulla scia della crisi finanziaria del 2008, che da allora è stata aggravata dagli effetti del Coronavirus e dalle interruzioni dell’attività economica. Ha sostenuto con forza la necessità di un ritorno agli Stati nazionali sovrani e ad un sistema di relazioni internazionali basato sull’economia reale e non sulle bolle finanziarie, sostenendo l’idea di un vertice dei P5 e suggerendo che esso adotti questa agenda.