Confcommercio: senza investimenti non possiamo unirci alla Nuova Via della Seta

In occasione del primo Forum Internazionale di Conftrasporto a Cernobbio, Confcommercio ha pubblicato uno studio secondo il quale l’Italia perde 42 miliardi l’anno a causa della mancanza di infrastrutture. Negli ultimi vent’anni non sono state costruite strade e anche l’alta velocità ferroviaria si è arenata. Lo studio afferma che negli ultimi dieci anni il traffico merci in Italia è crollato di quasi il 18%.

Presentando lo studio, il vice presidente di Confcommercio e Presidente di Conftrasporto Paolo Uggé ha chiesto nuovi investimenti per inserire l’Italia nella prospettiva della Nuova Via della Seta.

“Delle 10 grandi reti di comunicazione, entrate nella quick list della Commissione Ue, ben quattro attraversavano l’Italia. Oggi il corridoio 5, che passa da ovest a est, è rallentato e il corridoio 8 è di fatto annullato perché si sposterà sui Balcani”.

Uggé chiede di focalizzare l’attenzione sul Meridione. “Bisogna potenziare il traffico marittimo puntando su tre-quattro porti al massimo, dotarli delle infrastrutture retroportuali per poter lavorare le merci che arriveranno attraverso l’ampliato canale di Suez. Bisogna evitare il rischio di essere marginalizzati dalle nuove rotte”.