Chiesta la separazione bancaria in Svezia

La decisione del consiglio di amministrazione della principale banca scandinava, Nordea, di trasferire il proprio quartier generale da Stoccolma a Helsinki ha spinto due quotidiani a pubblicare due versioni differenti di un medesimo testo in difesa della separazione bancaria. La decisione, assunta il 6 settembre, di spostare un massimo di cento dirigenti e dipendenti nella Finlandia interessata dall’Unione Bancaria dell’UE, dovrà essere confermata dagli azionisti il prossimo anno. Tuttavia la dirigenza di Nordea è stata vista come arrogante dalla cittadinanza e dai sindacati, decisi a ritirare i propri membri e fondi dalla ex banca di stato.

Dalla decisione Nordea si attende un risparmio di un miliardo di dollari di tasse e imposte dovute alla Svezia e di risorse devolute a un piccolo fondo di salvataggio bancario. Sperano di rientrare sotto l’ombrello dell’unione bancaria UE, ma nel frattempo chiedono il sostegno dello stato svedese.

L’articolo pubblicato in due versioni passa da tempo per le scrivanie delle redazioni dei principali quotidiani svedesi. La prima versione è comparsa il 7 settembre su realtid.se, quotidiano finanziario con il titolo “Non piangete per Nordea, chiedete la separazione bancaria!”, mentre la seconda versione, abbreviata, è comparsa l’8 settembre sul quotidiano regionale Sundvalls con il titolo “Non indebitiamo la Svezia per le banche. Come restare calmi nel panico!”

Gli autori dell’articolo originale, Ulf Sandmark e Mats Lönneblad, fanno un paragone tra i rischi del settore bancario ed il PIL svedese, sottolineando la follia delle regole dell’UE, per le quali avrebbero “importanza sistemica”, cioè priorità nei salvataggi, le sezioni più rischiose delle banche, quelle basate sui derivati finanziari, in particolare quelli di livello 3. Nessuno fondo di salvataggio, svedese o europeo, è in grado di tenerne il passo. Occorre ridurre il rischio, sostengono gli autori, attuando la separazione delle attività in derivati e d’investimento. L’appello è rivolto ai partiti presenti nel parlamento svedese e prossimi alla ripresa delle attività: l’esempio è già stato dato dal Partito della Sinistra che ha chiesto la separazione bancaria.