La visita dei monarchi inglesi negli Stati Uniti, la scorsa settimana, ha visto Donald Trump palesemente tradire i principi che gli americani celebrano quest’anno in occasione del 250° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza. Se Donald Trump si aspettava di ricevere una spinta di sostegno popolare dal suo abbraccio a Carlo – che ha ossessivamente definito “un bravo ragazzo” – ha compiuto l’ennesimo errore di calcolo. Non inganna il tifo sfrenato dei membri del Congresso di entrambi i partiti, comprati e pagati; il tasso di approvazione di Trump sta calando e la sua base MAGA, un tempo fedele, si sta frammentando.
Si guardi il messaggio che Carletto il malthusiano ha portato negli Stati Uniti. Era pieno di menzogne, a cominciare da affermazioni come quella secondo cui la Rivoluzione Americana sarebbe stato “un prodotto dell’Illuminismo britannico”, motivo per cui USA e Regno Unito sono “istintivamente affini”, con i destini “interconnessi”.
In tempi di “grande incertezza”, il monarca ha esortato a “rimanere uniti nel nostro impegno a difendere la democrazia”, perpetuando la partnership “indispensabile”.
Ogni volta che ripeteva questo tema, i cerebrolesi del Congresso applaudivano freneticamente. Forse soffrono della stessa perdita di memoria di Trump, dimenticando che l’indipendenza fu dichiarata dai coloni americani contro l’Impero britannico e conquistata attraverso la vittoria in una sanguinosa rivoluzione anticoloniale. Sempre gli stessi dementi sono scoppiati in una risata convulsa quando Carlo, riferendosi ai lavori per la costruzione della sala da ballo alla Casa Bianca, ha velenosamente ricordato che i suoi antenati avevano già fatto “un piccolo tentativo di riaggiustamento” nel 1814 – quando l’incendiarono nel corso della guerra contro la neonata repubblica.
In risposta al riferimento oligarchico di Carlo ai legami di “sangue” che definiscono il loro rapporto personale, Trump ha affermato che è stato un “enorme privilegio” ospitare la coppia reale. Nel brindisi in onore del monarca, ha dichiarato con entusiasmo che il loro “legame è inestimabile ed eterno” e “è insostituibile e indissolubile”. In realtà, la nascita della Repubblica americana ha determinato una rottura irreparabile con quel legame, rifiutando chiaramente le nozioni di monarchia e di impero, a favore di un principio superiore. Ciononostante, il re ha chiarito che considera la partnership atlantica “oggi più importante che mai”. Ha invocato l’unità nella determinazione a difendere “l’Ucraina e il suo coraggioso popolo” da “una Russia aggressiva”, il che significa più contratti per l’industria della difesa e le aziende di IA.
Con la sua ignoranza della storia, Donald Trump non solo ha insultato i cittadini americani, ma anche tutte le innumerevoli vittime dell’Impero britannico. Ha affermato che “L’Impero britannico che ebbe inizio in America non finì certamente qui. I figli e le figlie delle Isole Britanniche fondarono altri paesi e diffusero la civiltà più di qualsiasi altra nazione prima di loro… Oggi, la maggior parte delle ex colonie britanniche non ha idea di quanto debba realmente a questa imponente eredità di diritto, libertà e costumi britannici che le è stata donata”.
Con un ultimo spericolato slancio retorico, Trump ha completato il tradimento dello spirito dei Padri Fondatori, elogiando la “cultura, il carattere e il credo” dell’Impero britannico, aggiungendo: “I nostri antenati sarebbero sicuramente pieni di stupore e orgoglio nel vedere che la rivoluzione anglo-americana per la libertà umana si è diffusa in tutto il mondo”.
Non altrettanto pieni di ammirazione sono gli ex sostenitori repubblicani e libertari di Trump, che si sono riuniti in Texas in occasione di una convention del Ron Paul Institute alla quale ha parlato Marjorie Taylor Green, ex deputata ed ex fedele di Trump. La Green si sta mobilitando per fermare la guerra contro l’Iran e porre fine all’alleanza di Trump con Israele. Il suo messaggio alla conferenza, secondo cui il MAGA è morto e Trump lo ha ucciso, è stato accolto con entusiasmo, inviando un chiaro messaggio: l’appoggio di Trump a Carlo III è considerato inaccettabile da molti dei suoi ex sostenitori.