Trump mette in difficoltà i guerrafondai, ora tocca a Wall Street?

I fautori della geopolitica che fanno capo a Londra, così come i neoconservatori americani, sono stati spiazzati dalla serie di vertici iniziata a Singapore con il Presidente President Donald Trump e Kim Jong-Un, e proseguita a Helsinki con l’importante faccia a faccia di due ore tra Trump e Putin.

I problemi discussi a quegli incontri non sono di facile soluzione, ma la riapertura del dialogo sicuramente allontana il pericolo di una guerra nucleare. E il nuovo paradigma economico e diplomatico avviato dalla Cina con la Nuova Via della Seta consente di porre fine una volta per tutte alla geopolitica ed al pericolo di guerra.

Certo, la geopolitica non può essere sconfitta fino a quando continuerà il liberismo sfrenato che ha caratterizzato la politica economica del mondo occidentale negli ultimi trentanni. Come LaRouche scrisse 15 anni fa “On the Subject of Tariffs and Trade” (sul tema dei dazi e del commercio) l’esempio del trattato NAFTA è sufficiente a illustrare il fatto che il libero commercio ha mandato in rovina gli Stati Uniti, economicamente e socialmente. Non si potrà mettere fine al libero scambio senza adottare la separazione bancaria delle banche di Wall Street col ripristino della legge Glass-Steagall, ed elargendo credito per lo sviluppo ai propri partner commerciali, il che aumenterà il commercio con loro. Senza questo, i dazi da soli non serviranno a niente.

I dazi annunciati dal Presidente Trump contro la Cina sono forse motivati dall’intento di imporre un accordo economico migliore tra America e Cina, ma finora non hanno sortito l’effetto voluto. A causa della speculazione finanziaria dell’impero finanziario che fa capo alla City di Londra, e col rischio di un nuovo crac, i dazi tra le due principali potenze economiche sono futili. La Cina ha ragione su questo.

Non dimentichiamo il primo atto del NAFTA: la svalutazione del peso messicano nel dicembre 1994, la crisi della Tequila del 1995, una linea di credito americana di 52 miliardi di dollari per salvare le banche messicane mettendole sotto il controllo di Wall Street e della City di Londra. Fu l’inizio di un processo di impoverimento, traffico di droga, emigrazione nel Messico e di deindustrializzazione, disoccupazione e disagio sociale in America, la “rovina” a cui si riferisce LaRouche.

Trump dice che imporrà dazi a tutti i prodotti cinesi? Ci sono oltre 5000 miliardi di dollari di titoli tossici e speculativi, a Wall Street e nella City di Londra, che neutralizzeranno i benefici di tali dazi. Finiranno col svalutare lo yuan, poi il dollaro, poi di nuovo lo yuan, e via dicendo. Creeranno inflazione e tagli dei salari in America e minacceranno i grandi progetti dell’Iniziativa Belt and Road cinese. Finiranno col provocare un altro crac finanziario, peggiore di quello del 2007-2008.

Solo le 4 leggi di LaRouche, prima tra tutte la legge Glass-Steagall, che toglie ogni garanzia dello stato agli speculatori, potrà fermare la bolla speculativa e rilanciare l’economia reale e il commercio.