Dopo un’importante conferenza internazionale a Berlino tenutasi il 25-26 febbraio [2012], Helga Zepp-LaRouche, presidente dello Schiller Institute, ha indetto il 3 marzo manifestazioni in tutto il mondo per scongiurare il pericolo di uno scontro termonucleare. Le manifestazioni si sono tenute in molti paesi europei, negli Stati Uniti, Canada, America Latina ed Australia, con volantini simili distribuiti sia alle manifestazioni che in ambienti politici e militari.

“La nostra vita è letteralmente appesa ad un filo” esordisce l’appello della signora LaRouche. “Se il Gen. Martin Dempsey, Capo degli Stati Maggiori Riuniti degli Stati Uniti, insieme ad altri militari americani d’alto rango, non si fosse opposto decisamente ad un attacco militare contro l’Iran, gran parte del genere umano sarebbe già stato obliterato da una guerra termonucleare globale”.

La signora LaRouche denuncia la politica di “cambiamenti di regime” adottata dalle potenze transatlantiche ormai in bancarotta, sottolineando che essa è rivolta non solo contro Siria ed Iran ma principalmente contro Russia e Cina.

“Parte di questa politica sono le minacce di morte a vari livelli contro Vladimir Putin, così come l’installazione di un sistema antimissili europeo che chiaramente non è orientato verso l’Iran ma verso la Russia”. Visto che Russia e Cina hanno chiarito che non intendono piegarsi, c’è l’acuto pericolo che le forze dell’impero britannico provocheranno uno scontro termonucleare tra Stati Uniti e Russia. Nessuno sopravvivrebbe a tale scontro, afferma la signora LaRouche, e sicuramente verrebbe colpita direttamente l’Europa, perché ci sono numerosi bersagli sul territorio europeo.

“Nell’era delle armi termonucleari la guerra non può essere un mezzo per la soluzione dei conflitti, perché per ogni problema c’è una soluzione diplomatica”. La mobilitazione del movimento di LaRouche è stata seguita in Russia ad altissimo livello. Il 22 febbraio il popolare quotidiano russo Komsomolskaya Pravda ha pubblicato un’intervista al Generale Vladimir Ovčinskij, ex capo dell’ufficio russo dell’Interpol (1997-1999) e consulente della Corte Costituzionale russa, dal titolo “nel 2012 scoppierà la terza guerra mondiale?”

Il Gen. Ovčinskij sottolinea che “l’eminente economista Lyndon LaRouche ha previsto anche un’alta probabilità di una terza guerra mondiale nel tentativo di uscire dalla crisi. Già negli anni Settanta, aveva previsto una crisi globale alla fine del secolo, dovuta all’esasperazione del sistema monetarista… ora crede che solo la Russia possa fermare una guerra nucleare che sarebbe la rovina del genere umano”.

La manifestazione italiana, anziché a Mantova come preannunciato, ha avuto luogo a Verona, a pochi passi dall’Arena.

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Insieme ai titoli “Nazionalizzare la banca d’Italia”, “Il debito pubblico è una ricchezza”, “Raccolta fondi per il governo dei banchieri”, “Morire per l’euro?”, MoviSol ha usato il pannello contenente il sunto delle principali proposte del movimento: ripristino della Glass-Steagall, cancellazione dei titoli tossici, nuova Bretton Woods e nuova Lira.

Con alcune domande, come “Mettiamo in galera gli speculatori?”, “Usciamo dal Titanic dell’Euro?”, “Torniamo alla Lira?” e “Lei ha una visione strategica per uscire dalla crisi?”, abbiamo offerto ai passanti una costruttiva via di fuga dalle dispendiose “preoccupazioni” del sabato pomeriggio.

Nel mondo

Ecco alcuni video girati nelle città in cui hanno avuto luogo le manifestazioni del movimento internazionale di Lyndon LaRouche: