Le armi chimiche in Siria ed il rischio di una guerra globale

Nei giorni passati si sono succedute diverse versioni in contrasto tra loro riguardo a quanto accaduto lo scorso 21 agosto nel quartiere periferico di Damasco, Al Ghouta. La vicenda è stata utilizzata dal “partito della guerra”, con basi in particolare a Londra e Parigi, per costringere le potenze occidentali ad un intervento militare. Al momento l’unica certezza é che gli ispettori delle Nazioni Unite sono arrivati in Siria il 19 Agosto, con il permesso del governo, e sarebbe stato quindi un atto di mera stupidità ed un suicidio politico da parte del presidente Assad, permettere l’utilizzo di tali armi chimiche durante un attacco verificatosi negli stessi giorni.

Nonostante questo il primo ministro Cameron sembrerebbe abbia chiesto al presidente Obama di aiutarlo a stilare una risoluzione contro la Siria da presentare alle Nazioni Unite. In questa maniera Cameron tenta di seguire le orme del suo predecessore Tony Blair, la cui risoluzione condusse alla guerra contro l’Iraq. Come oggi sappiamo bene, quel conflitto fu basato su prove completamente create ad arte per dimostrare l’esistenza di armi di distruzione di massa ed ha provocato anni di caos e violenze.

Un drammatico resoconto dei fatti é stato fornito dal Dott. Yossef Bodansky, un americano di origine israeliana, esperto di terrorismo, con storici legami con il partito repubblicano. Il 22 agosto scorso Bodansky ha scritto che l’eventuale utilizzo di armi chimiche sarebbe potuto provenire unicamente dai ribelli, impegnati nella lotta contro quei miliziani che stanno recentemente defezionando dalle fila dei gruppi armati e tornano a fornire supporto ad Assad. Bodansky afferma anche che le unità dei ribelli sono principalmente dominate da combattenti jihadisti e appartenenti all’organizzazione terroristica islamica Al-Qaeda.

Pur nella confusione di versioni discordanti, il presidente Obama ha convocato una riunione del consiglio di sicurezza nazionale il 24 agosto, per poter ascoltare il rapporto del capo degli Stati Maggiori Riuniti, il generale Dempsey. Secondo quanto riferito da Chuck Hagel, il Segretario per la Difesa, successivamente all’incontro, Dempsey ha presentato tutte le opzioni militari, pur esprimendo gravi dubbi sulla loro fattibilità. Dempsey ha anche accennato al rischio di incorrere in un conflitto prolungato non giustificato da alcun pericolo reale per la sicurezza nazionale. Hagel si è detto d’accordo con le dichiarazioni del generale.

Il 25 agosto scorso Dempsey si é incontrato, in Giordania, con gli alti vertici militari di dieci paesi, per discutere sulla sicurezza dell’intera regione mediorientale e sulle implicazioni dell’attuale crisi siriana. Nello stesso momento, la marina militare americana stava posizionando quattro navi cacciatorpediniere, al largo delle coste siriane, nel Mediterraneo orientale, in attesa di una decisione del presidente Obama. Tutte le operazioni militari sono al momento in attesa del responso del team di esperti delle Nazioni Unite, come affermato anche dalla dichiarazione congiunta da parte del Segretario di Stato Kerry e del Ministro degli Affari Esteri russo Lavrov, dichiarazione rilasciata il 23 agosto scorso.

Il 26 agosto Kerry ha improvvisamente annunciato l'”uso innegabile” di armi chimiche da parte dell’esercito siriano, senza fornirne alcuna prova.

Quello che risulta chiaro è che quest’ultima escalation in Siria ha messo l’intera regione ed il mondo sull’orlo di una guerra che può rapidamente espandersi in un conflitto globale.