Il governo Gentiloni ha posto la fiducia sul decreto per salvare le banche venete (Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza), dopo aver di fatto nazionalizzato il Monte dei Paschi di Siena, per impedire qualsiasi emendamento che cambi gli accordi presi con l’UE, che preme per salvare le banche a spese dei risparmiatori. Per questo motivo l’11 giugno il Movimento Cinque Stelle ha deciso di rispondere con l’ostruzionismo in aula alla Camera, presentando 83 ordini del giorno sul decreto, uno dei quali chiede espressamente la separazione bancaria come unica alternativa al furto dei nostri risparmi, come Movisol ribadisce ormai da anni:

L’ordine del giorno (AC 4565-A) afferma tra l’altro: “Al fine di evitare il verificarsi di eventi simili in futuro e di predisporre misure di ristoro non pienamente conformi alle disposizioni di cui all’articolo 47 della Costituzione preposte alla tutela del risparmio in tutte le sue forme sarebbe opportuno risolvere la problematica all’origine disponendo la separazione delle banche commerciali dalle banche d’investimento in modo da consentire ai piccoli risparmiatori di collocare il proprio risparmio in istituti di credito preposti all’erogazione del solo credito all’economia reale escludendo ogni forma di collocamento di strumenti finanziari complessi, altamente speculativi e connotati da un grado di rischio totalmente incongruo rispetto al profilo personale di rischio dei piccoli risparmiatori-:

impegna il Governo ad assumere ogni genere di iniziativa, anche di carattere normativo, preposta alla separazione delle banche commerciali dalle banche di investimento.”

Nel corso del dibattito in aula il primo firmatario dell’ordine del giorno, Vincenzo Caso, ha sottolineato l’urgenza della separazione bancaria:

“Come si fa a chiederci ancora di valutare l’opportunità della separazione tra banche commerciali e banche di investimento? Sono ormai quattro anni che vi chiediamo questa cosa, dovete ancora ragionarci su? Cosa avete ancora da ragionarci? Noi ve lo chiediamo perché siamo stufi di vedere gente truffata dalle banche. Non è possibile che, ancora oggi, si vada in banca a chiedere un mutuo e si venga obbligati ad acquistare obbligazioni od azioni: queste sono truffe che avvengono e la separazione bancaria serve proprio a questo, serve ad una persona a capire che ha risparmiato e dove vuole mettere il proprio risparmio, se nell’economia reale o in quella finanziaria, e serve anche ad evitare che poi vengano utilizzati, come in questo caso, soldi pubblici per coprire le nefandezze dei banchieri. Perché è ovvio che poi, avendo una separazione bancaria, quando poi fallisce una banca di investimenti, sono problemi di chi ha investito in quelle cose, e non certo più dello Stato e dei soldi dei cittadini. Quindi, noi vi chiediamo questo, perché è ovvio che tutti questi fallimenti sono ormai chiaramente fatti a tavolino.”

Lo ha spiegato anche l’on. Laura Castelli, che il novembre scorso era stata relatrice insieme a Liliana Gorini, presidente di Movisol, ad un convegno ad Alba proprio sul tema della separazione bancaria (nella foto, Gorini al Centro e Laura Castelli la seconda da destra). “La separazione bancaria è l’unico modo per tutelare i risparmi dei cittadini”, ha detto durante il dibattito in aula, citando espressamente la legge Glass Steagall come punto di riferimento.

Anche se gli emendamenti sono stati respinti dal PD e dai partiti di governo, che in precedenza avevano anche bloccato la discussione in Commissione Finanze su questo tema, è importante che la discussione sulla separazione bancaria sia giunta in aula, come Movisol chiede da anni. Per fortuna, il dibattito su questo tema urgentissimo non è confinato all’Italia. Al Congresso americano sono stati presentati due disegni di legge bipartisan per il ripristino della legge Glass Steagall, che toglie ogni garanzia dello stato agli speculatori, e il LaRouchePAC è pienamente mobilitato in tutti gli Stati Uniti per farli adottare, e per ricordare al Presidente Trump la sua promessa elettorale in questo senso. In Francia Solidarité et Progès ha presentato all’Assemblea Nazionale francese appena eletta un proprio disegno di legge per la separazione bancaria, suscitando un dibattito su questo non solo tra senatori e deputati ma anche tra esperti bancari, tra cui di Lazard Freres, che prevedono un crac bancario anche in Francia in ottobre o novembre. Come abbiamo detto più volte, il decreto per salvare le banche venete e la nazionalizzazione di Monte dei Paschi non risolveranno la situazione: che si tratti di bail-out (salvataggio da parte dello stato) o bail-in (prelievo forzoso), sono sempre i risparmiatori a pagare il conto degli speculatori. L’unico modo per tutelare i risparmi è la netta separazione bancaria, che tolga ogni garanzia dello Stato agli speculatori. Che siano loro a pagare il conto della crisi bancaria, e non i cittadini.

Liliana Gorini