Vaclav Klaus denuncia l’agenda del Club di Roma e la mancanza di democrazia nell’UE

L’ex Presidente della Repubblica Ceca Vaclav Klaus ha accusato l’Unione Europea di essere un sistema corrotto e inefficiente come il Consiglio per la Mutua Assistenza Economica, o COMECON, l’organizzazione guidata dall’Unione Sovietica che decideva delle economie dell’Europa Orientale tra il 1949 ed il 1991. Klaus ha vissuto sotto il comunismo per quarant’anni ed è stato Presidente della Repubblica Ceca dal 2003 al 2013.

Il Prof. Klaus ha espresso il suo pensiero il 12 marzo nel corso di una prolusione al Centro per gli Studi Finanziari dell’Università di Francoforte, sotto gli auspici di Otmar Issing, presidente del Centro ed ex economista capo della Banca Centrale Europea. La sua prolusione era intitolata “l’UE non è l’Europa”.
“Viviamo nell’era di un nuovo autoritarismo di élite illiberali, di neomarxisti della Scuola di Francoforte, di presunti esperti, di burocrati di organizzazioni internazionali, di protagonisti informatici e lobbisti, di esponenti di ONG politiche molto rumorosi”, ha accusato Klaus. Il risultato è che “il potere è passato da rappresentanti eletti a funzionari permanenti, da consigli locali a burocrazie centrali, da legislatori a dirigenti, da parlamenti nazionali a [assemblee di] Bruxelles e Strasburgo, dai cittadini allo Stato”.

Queste élite, dal suo punto di vista, non comprendono che “l’Europa è un’entità culturale e civilizzata storicamente evoluta (con confini geografici più o meno accettati), mentre l’UE è un costrutto creato dall’uomo che ha un inizio ben definito e, indubbiamente, avrà una fine gloriosa o ingloriosa”. Benché costoro considerino lo stato nazionale sovrano “un anacronismo storicamente obsoleto” da superare, Klaus considera lo Stato e la sovranità nazionali la base per difendere i diritti politici ed economici del popolo. Ha definito i Trattati di Maastricht e di Lisbona “errori storici”, in quanto hanno trasformato il concetto originale di integrazione in unificazione, trasformando “alcune regioni dell’UE in vincitrici e altre in perdenti” a vantaggio del Nord e svantaggio del Sud.

Quanto alle preoccupazioni ambientali, Vaclav Klaus ha ripreso argomentazioni ben note ai nostri lettori. Ha criticato “la convinzione quasi religiosa dell’UE che gli imperativi ambientali debbano essere anteposti alle considerazioni economiche”. Ha ricordato come cinquant’anni fa nacque il Club di Roma che iniziò la sua propaganda sui “limiti delle risorse” ignorando i fondamenti della scienza economica.

Ha denunciato inoltre “la fede quasi religiosa nella dottrina del riscaldamento globale (o cambiamenti climatici)” e nelle sue conseguenze economiche. La “guerra contro petrolio, carbone e automobili impoverisce milioni di persone” benché non sia stato misurato l’effetto della produzione umana sull’anidride carbonica o sulle temperature globali.

Quanto alle prospettive future per l’Europa, Klaus ha citato un famoso film in cui Marlon Brando chiede a una fattucchiera come sarà il suo futuro. La fattucchiera guarda le carte e dice: “Non hai un futuro”. Ha aggiunto che si aspetta che l’UE crollerà dopo penose convulsioni.