Una conferenza ad Ascoli Piceno discute di sovranità

Il 14 dicembre si è tenuta ad Ascoli Piceno una conferenza sul tema della sovranità con i noti economisti Antonio Maria Rinaldi e Nino Galloni e il condirettore dello Strategic Alert Claudio Celani cui si sono uniti, sul podio, mons. Giovanni D’Ercole, vescovo di Ascoli e conduttore della popolare trasmissione dalla RAI “Sulla Via di Damasco”, e il sindaco Guido Castelli, delegato finanziario dell’ANCI.

Francesco Caprioli ha moderato la discussione con due giri di domande ai relatori e uno di domande dal pubblico, che hanno offerto la possibilità di affrontare temi internazionali, nazionali e locali. Celani ha esordito descrivendo il movimento cosiddetto “sovranista” come parte di una rivolta generale in tutta la regione transatlantica contro una globalizzazione che ha generato diseguaglianze e ci sta conducendo verso una seconda, grande crisi finanziaria. Successivamente, Celani ha parlato della soluzione alla crisi, che passa per la riforma bancaria Glass-Steagall, o separazione bancaria. Mons. D’Ercole ha condiviso il giudizio severo sulla globalizzazione ma ha espresso la fiducia che si riesca ad adottare dei correttivi, soprattutto se non si lasceranno indietro “gli ultimi”.

Rinaldi ha affrontato il tema sulla bocca di tutti, cioè l’esito del negoziato tra il governo italiano e la Commissione Europea, dissipando i timori di chi crede che Roma abbia “capitolato” alle richieste di austerità. L’accordo per ridurre il deficit dal 2,4% al 2,04% “è scritto sull’acqua”, ha detto, nel senso che il deficit effettivo sarà sicuramente più alto, come è stato regolarmente il caso con tutti i governi precedenti. Il direttore di scenarieconomici.it ha denunciato l’uso dei “due pesi e due misure” da parte di Moscovici nei confronti dell’Italia e della Francia, la cui intenzione di sforare il tetto del 3% non è stato giudicato tale da giustificare una procedura d’infrazione. La Francia ha “una corsia preferenziale nell’UE avendo dato nell’89 il benestare alla riunificazione della Germania”.

Nino Galloni promuove l’indirizzo anti-austerità del governo, ma lo rimprovera di non essere abbastanza audace da varare una misura anti-ciclica più vigorosa. Per dare un vero choc all’economia e farla riprendere occorre una maggiore spesa in deficit e investimenti nelle infrastrutture, ha detto. Ha poi aggiunto una nota personale, ricordando come quando, all’inizio degli anni Novanta, era direttore generale del Ministero del Bilancio e della Programmazione Economica. I suoi piani di riforma economica furono considerati sovversivi a livello internazionale ed egli fu “epurato” a seguito di un intervento dalla Germania.

Il sindaco Castelli ha testimoniato come la famosa lettera spedita dalla BCE, un organo sovranazionale non eletto, al governo italiano il 5 agosto 2011 ebbe degli effetti diretti sull’economia locale. A causa del diktat contenuto in quella lettera, il governo italiano fu rovesciato e fu instaurato il governo Monti che, tra le altre cose, più che raddoppiò l’imposta municipale propria convogliando però le maggiori entrate al governo centrale. Come risultato il comune di Ascoli fu costretto a operare tagli ai servizi essenziali, come per esempio gli asili nido.

Le domande dal pubblico vertevano su temi come la banca nazionale, i mercati finanziari e lo spread e l’Africa. Rispondendo a quest’ultima domanda proveniente dal rappresentante locale di MoviSol Aureliano Ferri, Celani ha spiegato che l’immigrazione può essere contenuta solo sviluppando l’Africa e ha portato come esempio il Progetto Transaqua, illustrandolo nei dettagli, come modello dei grandi progetti infrastrutturali di cui v’è bisogno e che potrebbero essere costruiti in cooperazione con la Cina.

In un articolo sulla conferenza, il quotidiano Il Resto del Carlino ha colto un’immagine suggerita da Rinaldi: “Questa piazza” – riferendosi alla splendida Piazza del Popolo – “vale più del PIL di tanti Paesi”. E, citando Celani: “La nostra è una cultura millenaria di alti valori. Poche altre culture sono come la nostra. Ecco perché la soluzione ai problemi economici passa per la cooperazione tra queste culture”.