Un eurodeputato verde loda l’unione bancaria e, implicitamente, il prelievo forzoso

Sven Giegold, eurodeputato verde dalla Germania, ha chiesto a Capodanno un accelerazione della europeizzazione delle politiche, sostenendo in modo esplicito che la proposta di unione bancaria europea sia un “successo” in quanto significherebbe l’inizio di una rinnovata regolamentazione del mercato finanziario. Giegold ha lodato in particolare il pacchetto della cosiddetta ‘risoluzione bancaria’, poiché con i prelievi forzosi dai depositi e dai conti correnti si sancirebbe la fine dei salvataggi di stato (bail-out) delle banche e le perdite verrebbero accollate dai privati.

Giegold ha anche affrontato il tema della imminente crisi finanziaria. Anche se ammesso che si intravede all’orizzonte, ha sostenuto che potrebbe essere evitata investendo fondi bancari dormienti e risparmi privati in un New Deal Verde, ovvero una “modernizzazione ecologica” delle economia europee, da condursi con un approccio sovrannazionale. Ciò, sostiene, sarebbe una “vera soluzione europea” alla crisi dei migranti, che finora ha alimentato risposte nazionaliste soltanto nell’UE.