Un campanello d’allarme: il pericolo per l’umanità non è il clima, ma la tolleranza di una politica subdola che usa il clima per distruggerci

10 ottobre – La seguente dichiarazione è stata emessa congiuntamente da Helga Zepp-LaRouche, fondatrice dello Schiller Institute, e da Guus Berkhout, docente emerito di geofisica ed iniziatore e co-fondatore di Clintel (Climate Intelligence). I titoli sono stati aggiunti dalla redazione.
Si dibatte su tutto: energia verde, misure contro la pandemia, ideologie politiche, fisco, immigrazione, prezzi delle case, diritti fondamentali, pensioni, burocrazia, gap generazionale, diritti delle donne ecc. Ma non vogliamo vedere il quadro generale: e cioè che in Occidente siamo governati da un establishment politico sempre più potente che è intento a distruggere tutto ciò che abbiamo costruito dopo la seconda guerra mondiale!
Tutti i sintomi di un sistema che crolla sono davanti a noi, se vogliamo vederli: un sistema economico in cui l’equilibrio tra costi e benefici è completamente saltato, un’iperinflazione galoppante che divora i redditi, un efficace sistema sanitario appannaggio solo dei ricchi, un sistema scolastico che non insegna né l’eccellenza, né i valori morali, una cultura woke che mette gli uni contro gli altri, una disastrosa politica di scontro strategico contro presunti rivali – e la lista potrebbe continuare a lungo!
Tutte queste manifestazioni di crisi hanno una causa comune: Noi occidentali viviamo sotto la dittatura di un’oligarchia finanziaria, per la quale il bene comune è inesistente, e il cui unico interesse è massimizzare i propri privilegi. Un’oligarchia che ha bisogno di “guerre senza fine” per generare reddito per il suo complesso militare-industriale e che promuove la produzione e la distribuzione di droghe che distruggono la mente, sia illegali che legalizzate, queste ultime perché il sistema finanziario sarebbe crollato molto tempo fa senza l’apporto del denaro riciclato della droga. E dato che questo sistema è ormai irrimediabilmente fallito, l’intero sistema economico e finanziario dovrebbe ora essere convertito alle cosiddette tecnologie verdi in un grande colpo finale: il Grande Reset. Con il pretesto della protezione del clima, il motto di questa conversione è “Spostare i trilioni”. E sta accadendo ora!

Il Green Deal, una bufala antiscientifica

Le politiche del Green Deal (UE) e del Green New Deal (USA) fanno sì che le banche limitino i loro prestiti ai soli investimenti in tecnologie verdi e da tempo sottopongono le imprese ad un sistema sempre più strangolatorio di requisiti come la “tassonomia”, la legge sulla filiera industriale, ecc. Allo stesso tempo, c’è del metodo nei prezzi elevati dell’energia: spingere i prezzi al di sopra della soglia del dolore in termini monetari serve a manipolare la popolazione affinché impari a cavarsela senza consumo di carne, riscaldamento, alloggi decenti, viaggi, ecc. Questo va di pari passo con un’immagine dell’uomo che vede ogni essere umano come un parassita che inquina la natura. Mentre sappiamo che la CO₂ è essenziale per tutta la vita sulla Terra, la politica verde strombazza: “Meno impronta di CO₂ si lascia, meglio è”.
La verità è che questo è vino vecchio in otri nuovi. È esattamente la stessa politica di austerità di Hjalmar Schacht, presidente della Reichsbank tedesca e ministro dell’economia poco prima della seconda guerra mondiale. Questa è cannibalizzazione della forza lavoro. Chi pensa che questo paragone sia esagerato, dovrebbe guardare il film Hunger Ward sullo Yemen, con David Beasley del World Food Program, o considerare il tasso di mortalità dei bambini ad Haiti.
Che cosa dice Klaus Schwab a questo proposito nel libro Stakeholder Capitalism? Si lamenta che Paesi africani come l’Etiopia hanno combattuto con successo la povertà estrema (p.154): “Rivela l’enigma centrale della lotta contro il cambiamento climatico. La stessa forza che aiuta le persone ad uscire dalla povertà e a condurre una vita decente è quella che sta distruggendo la vivibilità del nostro pianeta per le generazioni future. Le emissioni che portano al cambiamento climatico non sono solo il risultato di una generazione egoista di industriali o di baby boomers occidentali. Sono la conseguenza del desiderio umano di creare un futuro migliore per sé stesso”.
Eccolo qui, nero su bianco. Secondo questa logica, aumentare il tasso di mortalità aumentando la povertà è la cosa migliore che possa accadere al clima! La vita non ha importanza per le élite di Schwab.

L’alternativa veramente umana

Se vogliamo sfuggire alla catastrofe incombente, dobbiamo ricostruire la società su principi molto diversi. Questo è il nostro messaggio positivo, essendo un messaggio per un futuro di speranza, con prosperità per tutti:
1. La vita umana è inviolabile. L’uomo è l’unica specie dotata di ragione creativa, che lo distingue da tutti gli altri esseri viventi. Questa capacità creativa gli permette di scoprire continuamente nuovi principi dell’universo fisico; questo si chiama progresso scientifico. Il fatto che la mente umana, attraverso un’idea immateriale, sia in grado di scoprire questi principi, che poi hanno un effetto nell’universo materiale sotto forma di progresso tecnologico, dimostra che c’è una corrispondenza tra il funzionamento della mente umana e quello dell’universo fisico.
2. Come l’estensione spaziale e l’evoluzione anti-entropica dell’universo sono infinite, così lo è la perfettibilità intellettuale e morale della mente umana. Pertanto, ogni essere umano in più è una nuova fonte per un ulteriore sviluppo dell’universo e per la soluzione dei problemi sulla Terra, come il superamento della povertà, delle malattie, del sottosviluppo e della violenza. Prendersi cura l’uno dell’altro è la chiave di questo sviluppo continuo. È la combinazione di creatività ed empatia che ci permette più della sussistenza.
3. Il progresso scientifico e tecnologico ha un effetto positivo in quanto, applicato al processo di produzione, aumenta la produttività della forza lavoro e delle capacità industriali e agricole, che a sua volta porta a un aumento del tenore di vita e a un’aspettativa di vita più lunga per sempre più persone. Un’economia fisica prospera è il presupposto per lo sviluppo positivo del bene comune, fornendo, non solo alle élite, ma a tutte le persone cibo di alta qualità, acqua pulita, assistenza sanitaria moderna e accessibile, istruzione di qualità, comunicazioni moderne e, soprattutto, energia abbondante e a buon mercato con alte densità di flusso energetico. L’energia nucleare di terza generazione intrinsecamente sicura e l’uso futuro della fusione termonucleare sono indispensabili per assicurare l’approvvigionamento energetico dell’umanità per un tempo illimitato. Sistemi energetici inaffidabili e prezzi energetici crescenti sono la madre dell’inflazione. La povertà inizia con la povertà energetica.

Sviluppo della noosfera

4. Lo scopo dell’economia non ha niente a che fare con il profitto, ma con la felicità delle persone, nel senso inteso da Gottfried Wilhelm Leibniz, vale a dire, che le persone siano in grado di sviluppare in un insieme armonioso tutte le potenzialità che possiedono intrinsecamente e così contribuire al migliore sviluppo ulteriore possibile dell’umanità. O quello che Schiller attribuisce a Solone di Atene, il detto secondo cui lo scopo dell’umanità è il progresso. È dovere di un buon governo, attraverso le sue politiche, provvedere alla felicità dei cittadini in questo senso, a cominciare dall’istruzione universale per tutti, il cui obiettivo deve essere quello di promuovere un bel carattere e il genio della persona. Questa prospettiva è in accordo con la convinzione di Vladimir Vernadsky che l’universo fisico deve intrinsecamente evolversi in modo tale che la quota della noosfera cresca sempre più in relazione alla biosfera. Per essere più specifici, la crescita dovrebbe essere duplice, creatività per le necessità materiali ed empatia per le necessità immateriali. Prendersi cura l’uno dell’altro e del nostro ambiente naturale è rappresentato nel nostro slogan: “Prosperità per tutti”, in cui tutti si riferisce non solo a noi, ma anche alle generazioni future.
5. Il vero destino dell’uomo non è quello di rimanere un terrestre. La sua identità, come unica specie conosciuta dotata di ragione creativa, è quella di scoprire lo spazio, come abbiamo fatto con il pianeta Terra. Quello che il pioniere dello spazio Krafft Ehricke ha chiamato “l’imperativo extraterrestre” o, in un certo senso, l’ampliamento della conoscenza umana tramite i viaggi spaziali, richiede che l’uomo “cresca” veramente, cioè che abbandoni gli impulsi irrazionali e faccia della creatività la propria identità, cosa che finora è avvenuta solo per i grandi scienziati e artisti della cultura classica. In questa fase di evoluzione, di amore per l’umanità e di amore per la creazione, generata dal riconoscimento della magnificenza dell’universo fisico, sarà diventato naturale che l’uomo si prenda cura di tutti gli aspetti dell’umanità, del pianeta, della natura e dell’universo in generale, con grande attenzione affinché sia superata la contrapposizione costruita tra l’uomo e la natura (nuova stewardship). L’uomo non esiste in opposizione alla natura; è la parte più avanzata di essa. Questo è ciò che Schiller chiamava la libertà nella necessità, ed è il concetto che Beethoven scrisse in testa alla Grosse Fugue: “Tanto rigorosa quanto libera”.
Questa grande idea dell’uomo e di tutto ciò che ha costruito è minacciata dagli Hjalmar Schacht, dai Klaus Schwab, dai leader politici affamati di potere e dagli imprenditori affamati di profitto del mondo. Questo è un campanello d’allarme, rivolto a tutte le persone, per resistere al pericolo di un nuovo, malvagio sviluppo. Non permettiamo a noi stessi di essere costretti a tornare al passato, quando le élite ci tenevano poveri e ci dicevano di esserne contenti.

(Nella foto Helga Zepp-LaRouche)