Venerdì 15 maggio, autorevoli studiosi e leader politici discuteranno della crisi mondiale in una riunione d’emergenza indetta dall’EIR. Tra i relatori confermati figurano: Helga Zepp-LaRouche (Germania), direttrice dell’Executive Intelligence Review e fondatrice dello Schiller Institute; Abolfazl Pasandideh, Ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran in Messico; Richard Falk (Stati Uniti), docente emerito di Diritto e Pratica Internazionale presso l’Università di Princeton; David Hundeyin (Nigeria), giornalista investigativo, fondatore di The Spearhead.
Nell’annunciare la conferenza, che inizierà alle 17 (ora di Roma), l’EIR scrive:
Sono ormai trascorsi due mesi e mezzo dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, un risultato prevedibile – alcuni direbbero intenzionale – della guerra di aggressione, non provocata, degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran. Qualora questa guerra dovesse protrarsi per altri mesi, è molto probabile che l’economia mondiale entrerà in una spirale di collasso che porterà a una depressione globale, con un aumento della povertà, della fame, del crollo industriale, della crisi demografica e delle migrazioni forzate, oltre a un’esplosione iperinflazionistica garantita della bolla finanziaria globale da 2,4 quadrilioni di dollari.
Ciò farà impallidire la Grande Depressione degli anni ’30. Il parallelo più calzante sarà con l’epoca buia del XIV secolo, con la famigerata Peste Nera che spazzò via quasi la metà della popolazione europea.
Ciò è dovuto alla massiccia privazione dei mezzi fisici di sopravvivenza di miliardi di persone già in atto, innescato dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transitava il 20% delle esportazioni mondiali di petrolio e il 30% dell’approvvigionamento mondiale di fertilizzanti. Ciò ha già effetti devastanti e non lineari, in termini di produzione alimentare ed energia, in tutto il mondo, così come nell’industria.
L’attività produttiva dell’uomo è in realtà un processo vivente, come ha dimostrato scientificamente il famoso economista americano Lyndon LaRouche. Se un’area significativa di tale processo viene distrutta, l’intero sistema tenderà a crollare in modo non lineare. È ciò che alcuni osservatori definiscono, in modo semplicistico, l’effetto “catena di approvvigionamento”.
Anche il costo finanziario reale della guerra è sbalorditivo: probabilmente oltre 4.000 miliardi di dollari, secondo le stime dell’EIR.