Si sviluppa in Francia la protesta contro l’austerità di Macron

Il movimento dei gilet gialli ha aumentato la propria mobilitazione la scorsa settimana, dopo le manifestazioni in tutto il paese il 17 novembre, per protestare contro la politica antisociale del governo, incluso il vergognoso aumento dei prezzi del carburante nel nome dell’ecologia. Il 24 novembre centinaia di migliaia di manifestanti hanno partecipato a varie azioni, tra cui una grossa manifestazione a Parigi. Disgraziatamente, questa è degenerata in violenze e saccheggi dopo essere stata infiltrata da noti gruppi violenti.

Ma il governo ha risposto alle occasionali violenze con una pesante repressione, che è stata duramente condannata dall’ex candidato presidenziale Jacques Cheminade. È vero che il movimento dei gilet gialli, che si è sviluppato in modo spontaneo, non ha chiaramente l’esperienza necessaria per gestire grandi folle.

Nonostante le provocazioni, si prevede che il movimento crescerà. Esso gode già del sostegno di altri settori della popolazione, in particolare agricoltori e pescatori, due categorie duramente colpite dall’aumento dei prezzi dell’energia e del carburante. Vi sono notizie di sostegno da parte di molti poliziotti, che hanno addirittura offerto consigli su come creare blocchi stradali, aumentare la sicurezza e ridurre il risentimento degli automobilisti bloccati. Inoltre molti sindaci, in particolare nelle aree rurali che lottano per sopravvivere e che hanno visto tagliare i sussidi per i locali progetti sociali, sostengono i manifestanti.

Indicativo del profondo scontento della popolazione è il fatto che un Macron in difficoltà ha deciso la scorsa settimana di non presentarsi al congresso annuale dell’Associazione dei Sindaci di Francia per timore di essere interrotto e fischiato. È la prima volta che un Presidente della Repubblica non partecipa.

In una dichiarazione del 21 novembre Jacques Cheminade afferma che in Francia si sta sviluppando un “fermento da sciopero di massa”, che non è “uno sciopero nel senso consueto del termine” ma un fermento che esprime le frustrazioni e la disperazione della gente di fronte a un governo e un’opposizione sordi alle loro esigenze e richieste. Sono persone che reagiscono alla chiusura delle fabbriche locali e dei servizi pubblici, che hanno bisogno di auto e trattori per il proprio lavoro e di combustibile per il riscaldamento. Ma vogliono anche “che il loro lavoro venga rispettato e che venga tutelato il futuro dei loro figli. Rifiutandosi di rispondere a questa richiesta semplice e giusta Emmanuel Macron è diventato il simbolo di una politica ingiusta e arrogante”. Ecco perché aumenta di giorno in giorno la sua impopolarità.

È necessario un governo che rappresenti la gente contro “la dittatura delle banche d’affari e dei giganti di internet” e si unisca ad altri Paesi nella battaglia per un nuovo ordine economico, che migliori le condizioni di vita.