Lo Houston Chronicle sferra un attacco ai partiti democratico e repubblicano, e ai loro candidati presidenziali, per la loro disgustosa omissione di qualunque prospettiva per il ritorno degli Stati Uniti nello spazio.

L’editoriale del primo agosto dimostra che Kesha Rogers, leader del LaRouchePAC e due volte vincitrice della nomina a candidata democratica nella 22ma circoscrizione del Texas, laddove sorge la NASA, è l’unica personalità politica di quello Stato a difendere le missioni umane nello spazio.

Così esordisce l’editoriale: “Un giorno caldo e soleggiato del settembre 1962 il Presidente John F. Kennedy stette dietro a un podio nello stadio della Rice University e pronunciò quello che si può considerare il discorso più famoso nella storia di Houston”.

“Con una retorica che sarebbe riecheggiata per decenni, JFK sostenne in modo eloquente il lancio da parte degli Stati Uniti del suo audace programma per portare un uomo sulla luna”.

“Sfortunatamente, chiunque diventi il nostro prossimo Presidente pare che non ci abbia pensato molto…”

Il sito della campagna di Hillary Clinton, riferisce il Chronicle, “nemmeno menziona l’esplorazione spaziale” e “Trump ha fatto sapere che considera la NASA di bassa priorità. Rispondendo a un questionario di Aerospace America, ha espresso il proprio sostegno al programma americano, ma pare abbia detto al giovane intervistatore presso una sala municipale lo scorso anno ‘in questo momento abbiamo problemi più grandi’. Il partito repubblicano cita la NASA nella sua piattaforma elettorale con tre frasi molto vaghe e auspica la “partnership tra pubblico e privato” nello spazio e chiede più ‘missioni scientifiche'”.

La piattaforma elettorale democratica “assume una posizione su ogni cosa… ma non spreca neanche una parola sul programma spaziale della nostra nazione”.

Conclude l’editoriale: “Il nostro prossimo Presidente proporrà di aumentare o ridurre il bilancio della NASA? Non lo sappiamo. Né sappiamo che futuro attenda la Stazione Spaziale Internazionale e l’astronave Orion….”

“La NASA ha un’orgogliosa tradizione nel compiere missioni apparentemente impossibili, ma queste missioni dovrebbero essere definite con chiarezza. Dopo che il Presidente George W. Bush cancellò il programma degli Shuttle, l’ente spaziale sembra annaspare. Ciò è in forte contrasto con i giorni pieni di obiettivi della missione Apollo”.

“JFK assegnò alla NASA una missione. Il nostro futuro Presidente deve seguire il suo esempio”.

Kesha Rogers sta preparando una risposta a questo editoriale, per far notare che i redattori non dovrebbero aspettarsi molto dai due candidati espressioni di Wall Street, e per muovere alla battaglia per il futuro degli Stati Uniti e del mondo.