L’impotente rabbia britannica tenta di colpire Putin

Sulla scia delle minacce del vicepresidente americano Joe Biden di lanciare un attacco informatico contro la Russia, la NatWest, filiale della Bank of Scotland di proprietà governativa, ha comunicato ieri all’emittente russa Russia Today – UK, senza alcun preavviso, spiegazione, o possibilità di discussione, che i suoi conti correnti britannici verranno chiusi nel giro di un mese.

“Questa decisione è incomprensibile e giunge senza alcun preavviso”, si legge nel comunicato di RT – UK. “In ogni caso non è in controtendenza con le innumerevoli misure adottate di recente nel Regno Unito ed in Europa per emarginare, chiudere o impedire il lavoro di RT. RT continuerà le sue attività senza interruzioni”. Leggermente meno politico, ma più a tema, il tweet della capo redattrice Margarita Simonyan: “Hanno chiuso i nostri conti in Britannia. Tutti quanti. “La decisione non è appellabile”. Lunga vita alla libertà di parola!”.

Nel servizio trasmesso da RT – US si menziona un rapporto britannico, rilasciato a settembre, nel quale si cercano soluzioni per contrastare la presunta “propaganda e disinformazione” russa; rapporto che fa apparire la British Broadcasting Corporation (BBC) come una sorta di nuova brigata di guerra psicologica, la Brigata 77. Il piano auspica una collaborazione diretta tra la BBC e la NATO, oltre ad un aumento dei fondi destinati alle produzioni in lingua russa. A quanto pare, bisogna aggiungere la riduzione dei fondi per le comunicazioni russe.

Con una seconda provocazione, anch’essa di ieri, il fondatore di WikiLeaks Julian Assange si è visto tagliare la connessione internet da “un agente di stato”, come riferisce la stessa WikiLeaks. Ancora una volta i sospetti ricadono sull’Inghilterra, anche se probabilmente in collaborazione con l’amministrazione Obama. Diversi sostenitori di Hillary Clinton hanno definito WikiLeaks come “la marionetta di Putin”, da quando quest’anno sono state pubblicate le sue e-mails hackerate. Nessuna di queste era secretata o criptata, ma molte mostravano “cosa sapeva Hillary, e quando”, in merito alle politiche guerrafondaie ed i giochi sporchi di partito.

Altre rivelazioni di WikiLeaks riguardano Obama. Una di queste, pubblicata la scorsa settimana, mostra come l’allora direttore esecutivo di Citygroup Michael Froman abbia nominato tutti i ministri di Obama nel 2008, mentre lavorava ancora a Citygroup. Froman propose infatti Eric Holder come ministro della Giustizia, Robert Rubin/Timothy Geithner/Lawrence Summer al Tesoro, Janet Napolitano per la Homeland Security, Robert Gates alla Difesa, Rahm Emanuel come capo dello staff, Peter Orszag al Bilancio, Arne Duncan all’Istruzione ed altri ministri.