L’ex procuratore antimafia Carlo Palermo ha sollevato presso la Corte penale internazionale (CPI) accuse simili a quelle sollevate dal Sudafrica presso la Corte internazionale di giustizia. Palermo ha presentato la sua denuncia il 6 novembre scorso, sollevando accuse di genocidio e chiedendo l’emissione di un mandato di arresto nei confronti di Netanyahu e, “per essere imparziali”, come ha spiegato all’EIR, contro singoli membri di Hamas.
Palermo sostiene l’esistenza del “dolus specialis” (dolo specifico) da parte del “perpetratore Primo Ministro d’Israele in ordine alle seguenti ipotesi di reato con mandato di arresto:
a) genocidio nei confronti della popolazione della Palestina in relazione all’attuale invasione della striscia di Gaza;
b) genocidio nei confronti della stessa popolazione di Israele in ragione della ingiustificabile mancata adozione di idonee misure preventive di difesa nei confronti dell’azione terroristica di Hamas”.
Israele non ha riconosciuto la Corte penale internazionale, ma questo non dovrebbe essere un ostacolo alla procedura, ha osservato Palermo, citando il precedente del mandato della Corte penale internazionale contro il presidente russo Vladimir Putin, il cui Paese non ha riconosciuto la Corte penale internazionale https://drive.google.com/file/d/1mPvpVgtA_n9jwZmFpg-l6ca3wnB9lTzH/view.
Benché Palermo abbia presentato la sua denuncia come privato cittadino, le sue qualifiche includono quelle di ex sostituto procuratore, vittima del terrorismo e della mafia nel 1985, nonché ex membro del Parlamento. Come deputato, nel 1992 Palermo si unì ad altri colleghi nel chiedere al Presidente USA Clinton di agire per liberare Lyndon LaRouche ingiustamente incarcerato.