LaRouche e l’Italia, Verdi e la scienza, presentazione di Gorini a New York

Liliana Gorini, presidente di MoviSol, e John Sigerson, direttore dell’orchestra e coro dello Schiller Institute a New York, hanno tenuto ieri il quarto corso del LaRouche PAC sull’importanza e l’influsso delle idee dell’economista Lyndon LaRouche, mancato lo scorso febbraio (vedi sotto il video in inglese). Gorini ha esordito ricordando le parole di Helga Zepp-LaRouche, presidente dello Schiller Institute, che ha paragonato l’importanza degli scritti di LaRouche a quelli di Platone al Concilio di Firenze del 1439, che diede via al Rinascimento. Come Dante, Leonardo da Vinci, di cui celebriamo quest’anno il cinquecentenario, Petrarca, o Giuseppe Verdi, anche LaRouche unì nei suoi scritti poesia, musica, scienza ed arte dello stato, e come loro fu attaccato e incarcerato per le sue idee. “Anche Leonardo da Vinci fu incarcerato, per il suo trattato De Vocie, e gli esperimenti che aveva fatto sulle corde vocali, paragonando la voce umana alla propagazione della luce o delle onde nell’acqua, Dante fu esiliato, e Petrarca e Verdi svolsero anche un ruolo politico importante” ha detto la presidente di MoviSol, ricordando che dall’Italia sono giunte le firme più importanti alla petizione per la riabilitazione di LaRouche, incarcerato durante la presidenza Bush e liberato da Clinton.

Nel corso della sua presentazione Gorini ha mostrato foto delle audizioni tenute da LaRouche al Parlamento italiano nel 2007 e nel 2009 (nella foto è al Senato insieme alla Sen. Lidia Menapace e Gorini), e la conferenza del 2007 all’Hotel Nazionale con Giulio Tremonti, che lo scorso marzo, in un’intervista al Corriere della Sera, ha definito LaRouche un “visionario” che parlava di Nuova Via della Seta già negli anni Novanta. Ha quindi mostrato un’intervista di LaRouche sul La verdiano (La=432 Hz) in cui LaRouche ricorda che i cantanti più famosi hanno sostenuto la campagna dello Schiller Institute per il ritorno all’accordatura scientifica.

Nella seconda parte del corso, John Sigerson ha parlato di LaRouche e di Wilhelm Furtwaengler, facendo ascoltare alcune registrazioni in cui LaRouche parla in particolare delle Vier Ernste Gesaenge (le quattro canzoni sacre) di Brahms, e come la musica rifletta bene il concetto di “agape” in greco o “caritas” in latino, ovvero l’amore per il prossimo. Il corso si è concluso con l’esecuzione delle quattro canzoni sacre da parte di Gertrude Pitzinger, la famosa contralto tedesca che collaborò con lo Schiller Institute negli anni Novanta.

Sono giunte molte domande, sia dal pubblico presente a New York che online, sul La verdiano, sulla cupola di Brunelleschi, e un attivista dello Schiller Institute di origine italiana ha ringraziato Gorini per aver ricordato l’importanza dell’Italia nel rendere possibile il Nuovo Paradigma, auspicando che di musica classica si parli anche nelle scuole elementari e medie. Gorini ha ricordato a questo proposito che proprio pochi giorni fa, il 15 maggio, studenti delle medie guidati dal Mo. Mezzatesta, hanno tenuto a Cesena un seminario sul La verdiano, sul pianoforte e sullo Schiller Institute. “Se gli studenti delle medie studiano Verdi e Schiller c’è speranza per il futuro” ha concluso Gorini.